Premio Borsellino a 15 protagonisti della lotta alla mafia

PESCARA. C'è chi combatte le mafie testimoniando la legalità col proprio lavoro, chi lo fa raccontando la criminalità al mondo con l'informazione, c'è chi combatte le mafie facendo i nomi dei...
PESCARA. C'è chi combatte le mafie testimoniando la legalità col proprio lavoro, chi lo fa raccontando la criminalità al mondo con l'informazione, c'è chi combatte le mafie facendo i nomi dei criminali per portare la verità, come Tiberio Bentivoglio, l'imprenditore reggino sotto scorta, testimone di giustizia dal 1992 quando si è ribellato ai suoi estorsori. Dall'altra parte, ci sono i giovani che rappresentano il futuro, e per loro imparare la legalità significa innanzitutto prendere appunti su un taccuino mentre nella sala consigliare del Comune di Pescara va in scena la 19esima edizione del Premio Borsellino. Quella di ieri è stata una mattinata densa di contenuti, che ha visto la premiazione di tutte quelle personalità che con il loro esempio testimoniano l'amore per la verità, la lotta contro la criminalità. Personalità sotto scorta, giornalisti, magistrati che indagano sulla trattativa Stato-mafia, primi cittadini di paesi difficili. È stato Oscar Buonamano, coordinatore della diciannovesima edizione del Premio nazionale, a condurre la sfilata delle personalità che rendono l'Italia orgogliosa dei suoi figli. A chiudere l'evento, nella prima uscita pubblica in veste di vice presidente del Consiglio superiore della magistratura è stato Giovanni Legnini, che ha sottolineato come l'organismo che rappresenta sia «vicino ai magistrati più esposti nella lotta contro le mafie, ne garantisce l'attività, e fa di tutto per dare strumenti più efficaci perché ci sia flusso informativo nell'opera di contrasto». Per la categoria Impegno Sociale è stata premiata ieri mattina la Onlus "L'Aquila per la vita"; per la sezione cultura il premio è andato al poeta Piero Nissim. Lotta alla criminalità vuol dire lotta alla violenza, anche quella contro le donne, per questo motivo un riconoscimento è andato al progetto teatrale "Storie di donne", format che denuncia il femminicidio.
Tra i giornalisti premiati ieri c'erano Giuliana Covella, giornalista del Mattino impegnata contro la camorra, Dina Lauricella, di La7, autrice di inchieste sulla mafia, Giorgio Bongiovanni, fondatore e direttore della rivista Antimafia, e Pino Scaccia, inviato storico del Tg1 premiato dal neo direttore dell'Espresso Luigi Vicinanza.
Per l'impegno civile hanno ricevuto il premio Andrea Di Nicola, ricercatore in criminologia all'università di Trento, Tiberio Bentivoglio, imprenditore reggino sotto scorta e testimone di giustizia dal 1992. Grande commozione poi per Andrea Marino, il maresciallo dei carabinieri di Oppido Mamertina, lo stesso che abbandonò e denunciò la contestata processione con l'inchino al boss di Oppido. Non si sente un eroe, sente di aver fatto il proprio dovere ed ha ricevuto con emozione la targa. Premio anche a Renato Franco Natale, il sindaco di Casal di Principe, citato dallo scrittore Roberto Saviano come il primo politico ad aver posto come priorità assoluta la lotta alla camorra e alla trasparenza nella terra dei Casalesi. Un altro primo cittadino meritevole dell'onorificenza è stata Lea Savone, sindaco di Corleone, città di Totò Riina, che ha consegnato la città ai familiari delle vittime della mafia, ha intitolato loro le strade cittadine e ha chiesto loro perdono: «La vostra presenza», ha detto al pubblico di studenti «mi rende ancora più convinta di andare contro i poteri forti». Premiato anche Tommaso Navarra, avvocato di parte civile in centinaia di processi quali quelli per l'inquinamento alle falde del Gran Sasso o per il disastro ambientale di Bussi. Per la sezione legalità, infine, sono stati premiati il sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Palermo Roberto Tartaglia e il sostituto procuratore Francesco Del Bene, attualmente impegnato a sostenere l'accusa nel processo sulla trattativa Stato-Mafia.
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