Premio Di Venanzo “Esposimetri” d’oro a Giurato e Pecorini

12 Ottobre 2014

TERAMO. «Ma mi spieghi in che consiste il ruolo di madrina?» Asia Argento, vestita da nerd, jeans, camicia a scacchi, t-shirt, occhiali e capelli corti, invitata a Teramo in veste di madrina della...

TERAMO. «Ma mi spieghi in che consiste il ruolo di madrina?» Asia Argento, vestita da nerd, jeans, camicia a scacchi, t-shirt, occhiali e capelli corti, invitata a Teramo in veste di madrina della cerimonia di consegna degli Esposimetri d’oro ai migliori direttori della fotografia, ha spiazzato così la presentatrice della serata Chiara Giallonardo. L’attrice e regista ha partecipato ieri sera, insieme ai registi Daniele Ciprì e Marco Risi e altri protagonisti del mondo del cinema, al momento culminante del 19° Premio internazionale Gianni Di Venanzo per la fotografia cinematografica, organizzato dall’associazione culturale Teramo Nostra. «Sono qui soprattutto per onorare la persona di Nicola Pecorini, che ammiravo fin da bambina quando lo vedevo sui set di mio padre», ha detto la figlia di Dario Argento. «Ammiro la sua integrità, non solo artistica, la sua fratellanza con la troupe. Senza Nicola "Incompresa" non avrebbe avuto i colori che sognavo. Per questo sono qui, per celebrare lui e non per fare le pippe sui film che ho fatto cent'anni fa come attrice», ha detto col solito piglio da bad girl la cineasta, rinnegando quasi il passato davanti alla macchina da presa ora che è arrivata al terzo film da regista,

“Incompresa” appunto, per la cui fotografia Pecorini ha ricevuto ieri a Teramo l’Esposimetro d’oro. La cerimonia, condotta con brio da Giallonardo e dal critico Stefano Masi, presidente di giuria del Di Venanzo, si è svolta davanti a un folto pubblico nella sala provinciale “Cristina da Pizzano”. In apertura omaggio al mezzo secolo de "Il Vangelo secondo Matteo" di Pasolini. Questi gli Esposimetri d’oro 2014. Per il cinema italiano Nicola Pecorini, che ha ribadito l’ottimo rapporto sul set: «Con Asia mai una discussione durante la lavorazione. Ci siamo invece confrontati continuamente sviluppando le idee. Abbiamo preferito la pellicola al digitale, scelta non solo estetica. Se si vuole la qualità è preferibile la materia a un sistema che traduce la realtà in numeri». Per la fotografia di un film straniero Esposimetro al tunisino Sofian El Fani (“Timbuktu” di Sissako e “La vita di Adèle” di Kechiche), rimasto a Portland per le riprese di un nuovo film ma presente con un’affettuosa mail di ringraziamento. In ricordo dell’autore ticinese Carlo Varini l’Esposimetro alla memoria, ritirato dai fratelli del cineasta tragicamente morto nel maggio scorso, Franco e Giovanni, arrivati a Teramo da Locarno. Infine, dopo tre ore di cerimonia, sul palco è salito Blasco Giurato, Esposimetro d’oro alla carriera, stessa voce e altezza del fratello giornalista Luca, che dopo aver scherzato sulle tante targhe consegnate ha sottolineato: «Questo è un premio meraviglioso, nel nome di Gianni Di Venanzo. Per tutti noi un lume, un maestro della fotografia che ho copiato a mani basse». Prima erano stati consegnati due premi speciali, intitolati a indimenticati autori delle luci amici del Di Venanzo: a Andrea Busiri Vici d'Arcevia (per “Tre Tocchi” di Marco Risi, che verrà presentato il 21 ottobre al Festival di Roma) è andato il premio "Marco Onorato" per l’autore emergente della fotografia cinematografica, consegnato da Donatella Onorato; assente invece Fabio Olmi, premio “Peppe Berardini” per la migliore fotografia di una fiction (“A testa alta” di Maurizio Zaccaro). Nel corso della lunga serata il Di Venanzo ha inoltre ricordato Guido Mattucci, fotografo di Bisenti emigrato negli Stati Uniti, dove inventò un prototipo di macchina per il cinema a colori. Tra i tanti riconoscimenti, quelli al regista e sceneggiatore canzanese Pietro Albino Di Pasquale, al pianista teramano Arturo Valiante, stretto collaboratore di Rocco Papaleo, alla filmaker Evelina Santercole (figlia di Gino, colonna del clan Celentano).

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