Premio Fracassi a 6 alunni nel ricordo di Federica

Il Classico rinnova la cerimonia in nome dell’allieva scomparsa a 16 anni nel 1983 Ieri mattina la consegna delle borse di studio ai ragazzi più bravi delle prime liceo
PESCARA. Davide Scorrano (3ª A), Laura Auciello (3ª B), Chiara Torino Rodriguez (3ª C), Eugenia Vittoria D'Antonio (3ª D), Marina D'Intinosante (3ª E) e Davide Di Michele (3ª F). Sono i migliori alunni di ciascuna classe prima liceale del classico di Pescara, indirizzo tradizionale tia, nell'ottobre 1983. Federica, e scientifico. Lo ha decretato il premio Fracassi che, ogni anno, celebra i migliori studenti in memoria di Federica, scomparsa a 16 anni, a causa di una grave malattia, 36 anni fa, avrebbe dovuto frequentare il primo liceo. Da allora, la sua famiglia ha deciso di ricordarla, con una borsa di studio per gli studenti più meritevoli.
Nonostante il Covid, nel più rigoroso rispetto delle norme anticontagio, la cerimonia del premio Fracassi, del quale in 36 anni sono stati insigniti circa 300 studenti, si è svolta ieri mattina nell'aula magna del liceo d'Annunzio. Alla mattinata oltre agli alunni premiati e ai loro genitori hanno preso parte la dirigente Antonella Sanvitale, Fabio Fracassi, fratello di Federica e presidente della fondazione creata 36 anni fa dal padre Aurelio, il prefetto Giancarlo DI Vincenzo e Arturo Di Girolamo, specialista in Malattie Infettive del dipartimento di Prevenzione della Asl di Lanciano Vasto Chieti, che ha tenuto una lectio magistralis incentrata su “Covid-19, tra mito e realtà”. Presente anche Rosamaria Zocaro, primario del reparto di Anestesia e rianimazione di Pescara, relatrice dell'anno scorso. «Questa premiazione ai ragazzi meritevoli viene fuori da una storia di dolore che ha creato una grandissima fecondità, inaspettata, ma meravigliosa», ha detto la preside Sanvitale. «Auguro a voi ragazzi che questo riconoscimento del vostro cammino e che la memoria che stiamo alimentando oggi vi consegnino un appassionato desiderio affinché tutta la vostra vita sia tesa alla perfezione attraverso la cultura che vi introduce alla realtà da protagonisti».
«Per un giorno vogliamo mettere da parte le grandi difficoltà che stiamo vivendo, perché il premio Fracassi è un giorno di festa», ha sottolineato Fabio Fracassi. «Riconosciamo a questi ragazzi un premio dall'alto valore morale. Il Dalai Lama ha detto che nessuno è nato sotto una cattiva stella, ci sono semmai uomini che guardano male il cielo. Vi lascio con l'augurio di trovare, con l'aiuto della scuola e delle vostre famiglie, il modo giusto di guardare il vostro cielo». Dopo l'intervento del prefetto che ha lodato «la forza, la costanza e la volontà con cui la fondazione porta avanti l'iniziativa di un premio che vuole trasmettere quei valori di cui tanto abbiamo bisogno», la mattinata ha visto la lectio magistralis dell'infettivologo Di Girolamo che ha ripercorso lo sviluppo della pandemia del coronavirus, con un accenno alle principali epidemie dell'ultimo secolo. «La curva epidemica è in aumento», ha sottolineato Di Girolamo «ma oggi, rispetto alla prima fase, possiamo contare su un sistema sanitario più efficace nella gestione. Il problema non riguarda quanti positivi e malati si registrano ogni giorno, ma quanto le strutture ospedaliere sono in grado di reggere. Sono quelle che dobbiamo proteggere».

