«Presi farmaci per danzare ma diventai anoressica»

31 Gennaio 2015

PESCARA. La ragazza che parla ha 31 anni e un passato da ballerina ad alti livelli. La sua è la storia di una vita completamente votata alla danza. Ma purtroppo è anche la storia di una giovane donna...

PESCARA. La ragazza che parla ha 31 anni e un passato da ballerina ad alti livelli. La sua è la storia di una vita completamente votata alla danza. Ma purtroppo è anche la storia di una giovane donna che ha fatto uso di sostanze dopanti e farmaci in grado di tenere sotto controllo il peso. «Se volevo danzare dovevo stare dentro un certo regime alimentare», racconta, «e siccome danzare era l'unica cosa che aveva un peso per me, ho fatto di tutto per riuscirci. Nessuno mi ha chiesto di fare uso di queste sostanze, ma tutte quelle ore di allenamento senza mangiare mi hanno spinta in quella direzione. Mi sembrava l'unica cosa da fare per riuscire ad andare avanti, essere sempre più magra e sempre più forte». Ma tutto ha un prezzo, e quello che sta pagando questa ballerina è alto. «Sono diventata anoressica, non ho avuto il ciclo mestruale per un anno. Alla fine mi sono fermata e ho chiesto aiuto a una clinica, dove sono rimasta per mesi. Ho imparato a capire che ho una malattia, e ho scelto di curarmi». Le storie di chi ha fatto uso di doping si intrecciano in un calvario infinito. Carlo Petrini è stato un calciatore professionista: ha giocato nella Roma, nel Milan, nel Torino e nel Genoa. E' morto nel 2012, era affetto da “cecità bianca”, una malattia agli occhi che secondo lui «era stata accelerata cento volte dalle schifezze che mi hanno dato». La sua drammatica testimonianza, come quella della ballerina, appare nel dvd che il ministero della Salute sta diffondendo nelle scuole grazie anche ai carabinieri dei Nas. «Eravamo negli spogliatoi, ci fecero un'iniezione e quel giorno in campo ci sentimmo diversi. Finita la partita, la lingua mi si gonfiò talmente tanto che non riuscivo a tenerla in bocca». E quando non vengono proposte direttamente, queste sostanze non sono comunque difficili da reperire nel cosiddetto mercato nero. Farmaci contraffatti e medicinali dopanti, tra cui stimolanti, steroidi, cortisonici, emoderivati, diuretici, emoglobina sintetica, ormoni della crescita, sono spesso frutto di truffe al Servizio sanitario nazionale, di furti e rapine a farmacie, grossisti, ospedali, corrieri. Ma provengono anche da ricette mediche contraffatte o rubate, importazione clandestina e acquisti online, per un giro d’affari internazionale di 50 miliardi di euro l'anno, su cui le mafie di tutto il mondo hanno esteso l’interesse.(m.d.s.)