Presidenza, è corsa a 4 Due liste sono a rischio

13 Gennaio 2019

In campo un esercito di 464 candidati. A sostegno di Legnini otto simboli Sei stanno con Marsilio, corrono da soli Movimento 5 Stelle e Casapound  

PESCARA. Quattro candidati presidenti, sedici liste e 464 aspiranti consiglieri. Sono questi i numeri delle elezioni regionali abruzzesi del 10 febbraio. Ma la scrematura è dietro l’angolo; già oggi qualche lista, senza le sufficienti firme a sostegno, sarà cancellata dalla commissione elettorale. Si parla già di due liste ad alto rischio. E poi c’è la bomba politica fatta esplodere dall’Udc e da Andrea Gerosolimo che sta determinando un effetto a catena nel centrodestra. Un domino che potrebbe sfociare anche in clamorosi provvedimenti a discapito della lista scaricata da Marco Marsilio e Giuseppe Bellachioma se si considera che i legali sono già al lavoro per cercare di annullare in corsa l’apparentamento con Udc-Dc e Idea. Al netto del caos politico, il quadro è composto da quattro concorrenti per la poltrona da presidente: Giovanni Legnini, 60 anni, ex vicepresidente del Csm, già uomo di governo e delle istituzioni, appoggiato da otto liste, nessuna delle quali, tranne in un caso, quello del Pd, ha un marchio partitico. Il centrodestra schiera Marco Marsilio, 51 anni il 17 febbraio, laureato in Filosofia, senatore dimissionario di Fratelli d’Italia, nato a Roma ma figlio di genitori abruzzesi di Tocco da Casauria. Lo appoggiano sei liste, anche se quella del Popolo della Famiglia non ha raccolto le firme. Ha invece 41 anni ed è di Chieti Sara Marcozzi, avvocato, consigliere regionale uscente, candidata presidente del Movimento 5 Stelle. Il quarto è Stefano Flajani che di anni ne ha 47, fa l’avvocato a Teramo ed è il candidato presidente per la lista di Casapound.
VIA LIBERA DAI GIUDICI. Alle 16 di ieri, i giudici della Corte d’Appello, Rita Sannite, Alberto Iachini Bellisarii, Nicoletta Orlandi e Maria De Felice, hanno ammesso le 4 candidature a presidente. La campagna elettorale è partita, ecco gli appuntamenti di oggi.
LEGNINI. Il candidato presidente Legnini sarà a Pineto, alle 10, nella sala Salvador Allende per il convegno “Civismo - Populismo - Europeismo”, con la partecipazione del candidato consigliere Dino Pepe.
Alle 11, si sposterà a Pescara, in via Bologna 2, per l’inaugurazione del comitato elettorale di Donato Di Matteo. Alle 17, con il candidato consigliere Luciano Monticelli, incontrerà i cittadini a Scerne di Pineto (hotel Parco degli Ulivi).
MARSILIO. La giornata del candidato presidente del centrodestra, Marsilio, inizia alle 10.15 a Sulmona nel piazzale antistante la stazione, per rispondere alle domande dei giornalisti. Poi salirà sul treno (destinazione L’Aquila), dove alle 12, nel ristorante Delfina (alle 99 Cannelle) terrà una conferenza stampa sul tema “Destinazione sviluppo: le idee di Marco Marsilio per l’Abruzzo”.
Alle 16, Marsilio sarà a Pescara per inaugurare il comitato elettorale di Berardino Fiorilli e Sandra Santavenere, in via Orazio 85. Alle 17 con il deputato Luigi D’Eramo parteciperà, a Orsogna, all’inaugurazione del comitato elettorale di Fabrizio Montepara.
MARCOZZI. Le tensioni interne al centrodestra per il blitz di Gerosolimo nella lista dell’Udc, non è sfuggita agli avversari politici di Marsilio. «Il romano Marsilio e la sua maxi coalizione sono allo sbando ancor prima di cominciare», dichiara la candidata alla presidenza per il Movimento Cinquestelle, Sara Marcozzi. «Neanche il tempo di depositare le liste e il centrodestra è già spaccato. La notizia che al candidato presidente non sia stato neanche comunicato il contenuto delle liste, tanto da costringerlo ad una imbarazzante e squalificante presa di posizione pubblica appena dopo il deposito, la dice lunga sull’autorevolezza e sul rispetto che il “console” romano è in grado di esercitare sui suoi. Come pretende di governare la nostra regione per 5 anni se non è in grado neanche di controllare chi si candida in coalizione con lui? È vergognoso che i cittadini siano costretti ad assistere a queste svilenti pantomime e, tanto i responsabili tanto chi ha permesso che tutto questo accadesse, dovrebbero chiedere scusa agli abruzzesi poiché è proprio per questi indegni atteggiamenti che le persone oggi non credono più nella politica. E come dargli torto davanti a simili azioni? Il M5S si è sempre posto l’obiettivo di restituire alle comunità la fiducia nelle Istituzioni. Stiamo lottando anche per questo».
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