Presidi, giovani e volontari I volti nuovi per Legnini

30 Dicembre 2018

Il candidato presidente svela le prime tre liste civiche che vanno oltre i partiti In corsa le dirigenti Di Renzo e Di Pietro, l’ex rettore D’Amico e Di Benedetto

SAN GIOVANNI TEATINO. Volti nuovi. Volti di chi non si è mai candidato alla Regione. Parte da qui Giovanni Legnini. Da dirigenti scolastici di Chieti e Pescara, come Paola Di Renzo e Alessandra Di Pietro. Da personaggi simbolo del mondo accademico abruzzese, come Luciano D’Amico, e da ingegneri giovanissimi, come Francesco Di Felice.
POCO TEMPO. Non scende, Legnini, nella bagarre degli attacchi a (e da) Marco Marsilio e Sara Marcozzi. Ma investe il poco tempo rimasto da oggi al 10 febbraio per presentare il suo laboratorio politico abruzzese. Il primo passo lo ha compiuto ieri mattina, mostrando i simboli delle prime tre liste civiche. E annunciando, per l’inizio di gennaio, sia la presentazione di tutte le liste, che saranno otto, sia il secondo maxi incontro, dopo quello con i 162 sindaci, che questa volta riguarderà il vasto mondo dei sindacati, quello datoriale e l’agricolo, oltre che le imprese innovative. Quindi l’apertura di punti di contatto in tutte le città capoluogo e la frase chiave della sua corsa alla Regione: una nuova alleanza per un Abruzzo forte che si faccia rispettare.
MOLTO OLTRE. «La mia candidatura», ha subito ribadito Legnini, «trova il sostegno di una nuova coalizione liberale, civica, cattolica e progressista, che va molto oltre il rappresentarmi come un candidato “di centrosinistra”. Ci saranno tre liste, composte da donne e da uomini che per la maggior parte non si sono mai candidate o candidati al consiglio regionale».
QUALI SONO? Si tratta delle liste Legnini Presidente, Abruzzo in Comune e Democratici e Popolari per l’Abruzzo.
«Con la prima intendiamo dare spazio alle espressioni del mondo della formazione, del lavoro e delle professioni, della cultura; con la seconda, i territori in particolare dei piccoli Comuni, ma non solo, con sindaci, consiglieri e assessori, in carica o ex amministratori e con la terza il popolarismo e il volontariato cattolico democratico».
STORIE APARTITICHE. Le tre liste rappresentano la novità. «Il mio obiettivo è rendere protagoniste persone con una storia e una rappresentatività al di là dei partiti tradizionali», riafferma Legnini che svela i quattro capilista della lista Legnini Presidente: per la circoscrizione di Teramo il rettore emerito D’Amico, per Pescara la professoressa Di Pietro, dirigente scolastico dell’Istituto professionale alberghiero Filippo De Cecco, per Chieti la professoressa Di Renzo, Rettore e Dirigente scolastico del convitto nazionale del liceo artistico, classico, europeo Giambattista Vico, per l’Aquila Chicco Di Benedetto, commercialista, manager pubblico e candidato sindaco all’Aquila.
LA VOCE DEI GIOVANI. «Ho il piacere di salutare oggi il candidato più giovane di queste liste, il dottor Francesco Di Felice, di Vittorito, laureato in ingegneria. E voglio ringraziare i sindaci e gli amministratori che stanno costruendo la lista Abruzzo in Comune e che saranno presenti anche in altre liste della coalizione».
PIANETA CATTOLICO. Licio Di Biase, Alfonso D’Alfonso e Pierangelo Guidobaldi «stanno costruendo la lista cattolica, rappresentativa di quel mondo del volontariato e della solidarietà nonché di due movimenti, uno regionale che fa capo all’Associazione Democratici e popolari per l’Abruzzo, promossa da Di Biase e presieduto da Francesco Crivelli, e al movimento nazionale Democrazia Solidale, espressione delle esperienze dell’associazionismo cattolico.
LO SCHIAFFO. «Daremo così voce e rappresentanza», afferma il candidato presidente, «a quel mondo del volontariato che la manovra di Bilancio del Governo Lega/5 Stelle ha incredibilmente penalizzato raddoppiando la tassazione su risorse destinate ad aiutare i deboli e gli esclusi».
DALL’EUROPA A DI MATTEO. «Intendo ringraziare la lista +Abruzzo-Abruzzo Popolare, animata da Maurizio De Nicola, Federica Chiavaroli, Giorgio D’Ignazio e Lucrezio Paolini», continua Legnini, «a queste liste si aggiungeranno ulteriori civiche. Sta infatti proseguendo il confronto costruttivo con il dottor Donato Di Matteo, che voglio ringraziare per il lavoro che sta portando avanti, e con il movimento Avanti Abruzzo (Toto, D’Ambrosio, De Sanctis e Di Pangrazio, che però Di Stefano dà per suoi alleati, ndr) che racchiude le esperienze dei socialisti, Italia dei valori e liberali».
PIANO CON CAUTELA. «Ringrazio il Pd e il suo segretario regionale Renzo Di Sabatino che sta costruendo la sua lista e la lista di sinistra con i coordinatori Fabio Ranieri e Tommaso Di Febo che stanno costruendo una lista civica di sinistra aperta». Ma non va oltre e tira le somme, Legnini, parlando di una nuova Alleanza per l’Abruzzo «che spazia dai progressisti ai liberali, dai popolari ai democratici. Un campo segnato dai principi e dai valori della democrazia rappresentativa sanciti dalla nostra Costituzione e dai Trattati istitutivi dell’Ue».
E IL PROGRAMMA? «Siamo al lavoro, con Luciano D’Amico ed altri», spiega il candidato.
«Le priorità saranno lavoro, impresa e innovazione, ambiente e sviluppo sostenibile, conoscenza, formazione e cultura, diritti alla salute e assistenza, riforma dell’istituzione regionale e della sua macchina burocratica».
PROSSIME TAPPE. Il 3 e il 4 gennaio l’incontro con le organizzazioni sindacali, le associazioni datoriali, quelle del mondo agricolo e le espressioni delle imprese più innovative della Regione che hanno animato la Carta di Pescara sullo sviluppo sostenibile curata dal presidente Giovanni Lolli.
E CONCLUDE. «Vogliamo una nuova Regione più forte e autorevole che si faccia rispettare e che pretenda rispetto per i cittadini, le imprese e le nostre istituzioni locali. Un esempio? La vicenda delle tariffe autostradali». Nel 2012, Legnini e il senatore Paolo Tancredi si fecero infatti promotori della legge che dichiarò opere strategiche con finalità di protezione civile le autostrade abruzzesi che vanno messe in sicurezza sismica ridefinendo il piano economico anche al fine di non fare aumentare i pedaggi.
«Formulo tre appelli sostenendo la battaglia dei sindaci», dice. «Il primo è al governo e al parlamento affinché non condannino all’isolamento l’Abruzzo. Il secondo a Strade dei Parchi di sospendere l’aumento: faccia questo atto di generosità. Il terzo agli altri candidati presidenti: tutti insieme chiediamo al governo di bloccare gli aumenti. Facciamoci rispettare».
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