Presidi: no ai doppi turni manterremo le classi unite

I dirigenti sono al lavoro per programmare il rientro sui banchi dopo il Covid L’obiettivo è rivedere gli spazi per ridurre al minimo la didattica a distanza
PESCARA. Ricavare aule più ampie, così da garantire spazi adeguati tra i banchi. Tappezzare gli edifici scolastici di segnaletiche. Prevedere operazioni di igienizzazioni con cadenza regolare. Ripensare agli arredi, propendendo per soluzioni mono posto e che occupino il minor spazio possibile. Preparare le scuole per il prossimo anno, rendendole a prova di Covid, è un'impresa che stravolge il concetto della didattica conosciuta fino a oggi. Se la formazione a distanza è stata la soluzione emergenziale per affrontare la pandemia, pur se ormai collaudata, va ripensata. Ne sono convinti i dirigenti scolastici che in queste settimane sono alle prese, planimetrie alla mano, con un ripensamento degli spazi. Due gli elementi sui quali quasi tutti i presidi sono d'accordo: mantenere uniti i gruppi classe e ridurre al minimo il ricorso alla formazione virtuale.
SPAZI RIPENSATI «Stiamo lavorando in modo indefesso per l'organizzazione degli spazi, per stilare protocolli di sicurezza e garantire il più possibile la didattica in presenza», sottolinea Antonella Sanvitale, dirigente dell'istituto Aterno Manthonè. «La priorità è conciliare il diritto costituzionale allo studio con quello alla salute. Nella nostra scuola riusciremo a garantire una didattica in presenza totale, con la Dad, che sarà un consolidamento in aggiunta al tempo scuola ordinario». Gioca a favore dell'istituto tecnico una scuola ampia. «Grazie ai fondi europei ottenuti dalla Provincia, lavoreremo su degli interventi di edilizia leggera. Eliminando alcuni tramezzi riusciremo ad ampliare le aule. Stiamo predisponendo ingressi e uscite diverse e quindi rielaborando anche un nuovo piano di evacuazione. In collaborazione con gli altri presidi della città stiamo concordando gli orari così da non appesantire il trasporto pubblico con flussi concentrati di studenti».
RICREAZIONE NEL MIRINO Parte avvantaggiato anche l'istituto professionale Di Marzio Michetti, che può contare su un edificio con spazi ampi. «Stiamo pensando a utilizzare alcune aree comuni per riadattarle ad aule per le classi più numerose», afferma la preside Maria Antonella Ascani. «Quello che ci preoccupa di più, però, sono i movimenti degli studenti. La fase della ricreazione, ad esempio, è delicata per il rispetto del distanziamento sociale. Stiamo valutando un piano che potrebbe entrare in vigore nei mesi di picco dell'influenza stagionale e che vedrà una forma mista di didattica a distanza e in presenza. Dobbiamo valutare quanti studenti potranno accedere in modo ottimale alla formazione a distanza, in termini di dotazione di strumentazione tecnologica, ma anche di copertura della connessione».
DIVARIO DIGITALE In effetti il tema del digital gap, vale a dire il divario tra chi ha accesso effettivo alle tecnologie e chi non lo ha è emerso prepotentemente proprio nella sperimentazione della didattica a distanza. «In piena emergenza abbiamo fornito tablet e pc agli studenti che ne erano sprovvisti e abbiamo aderito a bandi per acquistare nuovi device, ma in molti paesi le reti non sono stabili», spiega Raffaella Cocco, alla guida del liceo coreutico, artistico e musicale MiBe. «Questo è un aspetto di cui bisogna necessariamente tenere conto nell'organizzazione del prossimo anno. Vorremmo evitare sia il ricorso alla didattica a distanza, ma anche a turnazioni orarie, tanto più che nel caso dell'artistico parliamo di 35 ore settimanali e dobbiamo tutelare gli alunni pendolari che rappresentano il 70 per cento del nostro bacino. Abbiamo richiesto alla Provincia un ampliamento per entrambe le sedi. La riorganizzazione è una sfida che va affrontata in sinergia tra scuole, Provincia, Comune, Asl e Tua».
MODALITÀ MISTA Idee chiarissime per il liceo scientifico Leonardo da Vinci che ha stilato un piano con modalità mista di didattica in presenza e a distanza. «Lavoreremo 4 giorni in presenza e due a distanza», anticipa il preside Giuliano Bocchia, «mantenendo il gruppo classe. La formazione a distanza sarà completamente diversa pedagogicamente dalla quella in presenza. Sarà una progettazione parallela, in cui i ragazzi faranno compiti di tipo rielaborativo, argomentativo e di valutazione della realtà, utilizzando le conoscenze acquisite in presenza. Abbiamo avuto ottimi risultati con la formazione a distanza, riscontrando un miglioramento sul 35% degli studenti in termini di responsabilità e di protagonismo». Al lavoro anche il liceo scientifico Galilei, che deve fare i conti con interventi in corso nella sede di via Vespucci. «Abbiamo costituito una commissione composta di docenti soprattutto di disegno e storia dell'arte», dichiara il preside Carlo Cappello, «per elaborare alcune proposte che verranno condivise a breve con tutto il collegio per individuare le soluzioni migliori».
TEST SIEROLOGICI Sebbene le scuole non abbiano ricevuto comunicazioni ufficiali del ministero, è sempre più certa l'ipotesi di sottoporre a test sierologici il personale e i docenti 15 giorni prima del via. Una proposta che tutti i dirigenti hanno accolto di buon grado, in quanto strumento di tutela per gli studenti e per il personale stesso e un metodo per alimentare la prevenzione.

