Presidio dei vigili urbani per difendere il Comune

10 Gennaio 2015

Ma Alessandrini non torna indietro: non ripristineremo i tornelli agli ingressi

PESCARA. La prima risposta è alzare il livello di attenzione e far rispettare quell’articolo 8 del regolamento della polizia municipale che prevede l’istituzione di un servizio di sorveglianza davanti alla sede del Comune.

Le due aggressioni consumate giovedì scorso nei confronti degli assessori Giacomo Cuzzi e Adelchi Sulpizio, gli ultimi di una serie di almeno cinque episodi avvenuti dall’insediamento dell’amministrazione a oggi, convincono la maggioranza di centrosinistra a interrogarsi seriamente sul problema della sicurezza all’ingresso del municipio.

E non solo per salvaguardare l’incolumità dei politici, ma anche per cercare di riportare la tranquillità tra i dipendenti e i funzionari che oggi si sentono minacciati e temono di trovarsi al centro di una spirale di violenza determinata dall’acuirsi delle tensioni sociali.

Come conferma il sindaco Marco Alessandrini dopo averne discusso durante la riunione di giunta di giovedì pomeriggio, l’amministrazione non tornerà sui suoi passi. I tanto contestati tornelli agli ingressi del Palazzo di città e dell’edificio ex Inps di piazza Italia, istituiti durante la scorsa consiliatura a guida Luigi Albore Mascia e costati 50mila euro di fondi pubblici, resteranno inutilizzati.

«Ogni giorno ci troviamo a confrontarci con un’utenza difficile che talvolta rende complicato il lavoro di amministratori e dirigenti», spiega Alessandrini all’indomani dei due episodi separati che hanno fatto scattare il campanello d’allarme sulla sorveglianza dei palazzi pubblici, «la paura è un sentimento che domina la società contemporanea e va combattuto. Ma non ripristineremo i tornelli agli ingressi del Comune, perché non intendiamo modificare la nostra idea di istituzione aperta e fruibile dalla cittadinanza».

Una linea chiara, che si iscrive sulla scia tracciata durante la scorsa campagna elettorale, ma che di fatto non risolve la questione del ripetersi degli episodi di violenza. Negli ultimi sei mesi più volte gli uomini della polizia municipale sono intervenuti per cercare di calmare gli animi di cittadini infervorati a causa di una multa troppo alta, di una disposizione contestata o ancora spinti dalla richiesta di una casa popolare in barba alle rispettive graduatorie.

Giuseppe Cassarino, il venditore ambulante già conosciuto alle forze dell’ordine che giovedì mattina si è scagliato contro l’assessore al commercio Cuzzi costringendolo a farsi medicare in ospedale, è un volto noto tra le stanze del municipio. In passato è stato protagonista di alcuni diverbi molto accesi, sfociati anche in due tentativi di aggressione con un arnese da cucina a danno dei vigili urbani.

Alla base delle minacce verbali e dell’aggressione fisica a Cuzzi ci sarebbe il mancato rispetto dell’ordinanza del 6 ottobre scorso, che impone il divieto di qualsiasi attività commerciale itinerante nelle zone cittadine di pregio, tra cui corso Umberto e piazza Salotto. Cassarino e sua moglie, proprietari di un banco alimentare mobile, dopo aver ricevuto quattro multe (due con importi di 2.500 euro e due di 50) avrebbero chiesto all’assessore uno strappo alla normativa, in maniera da poter continuare l’attività in piazza Salotto.

Di fronte al netto rifiuto, sarebbe scattata la lite. Cuzzi, che ieri mattina è tornato in Comune, ha preferito non rilasciare dichiarazioni, limitandosi ad affidare il proprio stato d’animo a un post su Facebook: «Vi ringrazio per la vicinanza e la solidarietà, mi avete riempito d'affetto, la prepotenza e la violenza non possono e non devono mai prevalere sulle regole e sulle istituzioni. Ci siamo candidati per cambiare le cose e le "cose" non ci cambieranno. Andiamo avanti con la schiena dritta, con noi Pescara cambia verso. Un sorriso».

Il protagonista del secondo episodio, l’assessore alla polizia municipale Sulpizio, costretto a barricarsi in ufficio dopo essersi rifiutato di annullare una multa di 28 euro, è tornato a parlare della necessità di tutelare la sicurezza del personale.

«I due episodi sono fatti gravi, che non rientrano nella sfera dell’insofferenza alla politica bensì in quella dell’applicazione delle regole», ha detto, «stiamo provvedendo a rafforzare la sorveglianza, affinché ciò che è accaduto non si ripeta e non si corrano rischi di emulazione. Questo non significa che verranno ripristinati i tornelli o che il palazzo verrà militarizzato».

«Abbiamo chiesto», prosegue l’assessore Sulpizio, «il supporto della polizia municipale perché attivi un servizio di monitoraggio e intervento negli uffici comunali, facendo riscontro alle normative vigenti in materia di sicurezza e a quanto previsto dall’articolo 8 del regolamento della polizia municipale che prevede il servizio di piantone nel palazzo comunale. Il Comune è un’istituzione aperta e quotidianamente a contatto con la comunità, proprio per questa natura ogni giorno si va incontro a momenti di tensione. Si tratta di affrontarli nella giusta misura e di intervenire quando è necessario perché la sicurezza e l’incolumità di ognuno vengano riconosciute e tutelate».

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