Preso il bullo che minaccia gli adolescenti
Quindicenne armato di coltellino arrestato dopo avere rapinato il telefonino e la bici a un 13enne sul lungomare Aldo Moro
FRANCAVILLA. Con quel coltellino, immancabile accessorio, aveva spaventato decine di adolescenti e non solo loro già nei mesi scorsi. Ma due notti fa, un quindicenne residente a Pescara ma domiciliato di fatto a Francavilla, dove è noto per i suoi modi minacciosi e violenti, l'ha fatta più grossa e i carabinieri lo hanno arrestato per rapina.
La notte tra venerdì e ieri, ha incontrato sul lungomare Aldo Moro durante il passeggio serale un adolescente, di 13 anni, che si stava dissetando a una fontanella. Il bulletto l'ha avvicinato costringendolo a consegnargli il telefonino e la bicicletta dopo averlo minacciato. Intimorito, il ragazzino gli ha dato prima il suo smartphone, del valore di circa 300 euro, e poi anche la bicicletta.
Davanti alla vittima, il quindicenne ha aperto lo smartphone, buttato via la scheda che tanto non gli sarebbe servita e avrebbe reso il cellulare subito identificabile, e minacciato il 13enne che se avesse raccontato qualcosa a qualcuno, l'avrebbe pagata cara. Poi ha scagliato a terra anche la bici.
Il ragazzino si è precipitato a casa e ha subito raccontato l’accaduto ai genitori, che hanno avvertito i carabinieri della stazione di Francavilla. I militari, guidati dal comandante Antonio Solimini, sono arrivati immediatamente e hanno trovato il quindicenne poco distante dal luogo in cui era avvenuto il fatto. Il ragazzo è stato bloccato e portato nel centro di prima accoglienza per minorenni dell'Aquila, arrestato con l'accusa di rapina.
Quello di due giorni fa è stato l'ultimo di una serie di episodi che vanno avanti da quando il giovane era anche più piccolo. Episodi, molti dei quali mai denunciati, in cui avrebbe terrorizzato i suoi coetanei a scuola, ma non solo. In più di un'occasione si sarebbe rivolto anche in modo violento alle sue insegnanti. Un'escalation , fino alla rapina e all’arresto.
In questo caso si è rivelato fondamentale l'aiuto della famiglia della giovane vittima. Sembra infatti che in passato fossero accaduti altre volte episodi di questo tipo, ma per il timore di ritorsioni di rado era scattata la segnalazione ai carabinieri, e il comportamento del pescarese era stato sempre catalogato come una ragazzata. Questa volta no. E la collaborazione tra cittadini e forze dell'ordine ha permesso ai carabinieri di intervenire per fermare violenza e minacce che avrebbero potuto ripetersi ancora come era già accaduto tante volte.
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