«Pressioni per il mio ok a svaghi e viaggi»

D’Antuono, direttore uscente di Lingue straniere della d’Annunzio, scrive al rettore: «Sono fedele ma non asservito...»
PESCARA. «Avevo presentato già in diverse occasioni le dimissioni da direttore. L’eredità pesante di Dipartimenti in dissesto e in sfacelo, le evidenti problematiche amministrative, i dipendenti in libera uscita nel mansionario, le incompetenze registrate, le pressioni – da parte di molti – per farmi ratificare missioni di studio e di svago pazzesche, viaggi in Italia e all’estero senza documentazione probante, contratti editoriali palesemente impropri e pagamenti di fatture impresentabili e di mobilità docenti non autorizzate erano un grave peso che sopportavo con angoscia e di cui in diverse occasioni si è dovuto occupare l’Amministrazione centrale».
E’ un lungo atto di accusa la lettera inviata, nei giorni scorsi, al rettore dell’università d’Annunzio, Carmine Di Ilio, da Nicola D’Antuono, direttore uscente del dipartimento di Lingue, letterature e culture moderne (l’ex facoltà di Lingue e letterature straniere) a Pescara, incarico in cui è subentrato dal 15 settembre, Pier Carlo Bontempelli, ordinario di letteratura tedesca. La lettera (che porta la data del 25 settembre ed è indirizzata anche al direttore generale, ai membri del Senato accademico e ai professori e ricercatori del dipartimento) è, stando alla stessa definizione di D’Antuono, un atto di autotutela.
«Tentativi di scardinare il Dipartimento dall’esterno e dall’interno vi sono sempre stati», scrive D’Antuono. «Già l’anno scorso fu tentato un blitz con le dimissioni di massa dal Tfa dei docenti (e si badi che il Tfa fu voluto dall’allora preside professor Carlo Consani), e poi con le stesse dimissioni di massa dei docenti a contratto, e poi con azioni di disturbo attraverso errori madornali delle “pratiche studenti”, della revisione dei piani di studio, dei regolamenti didattici, della Sua, dell’Ugov. Ma ho tenuto duro, e da solo, anche portando a termine – su delega del Rettore, e con il mugugno di tutti - i corsi Pas in nome e per conto dell’Ateneo. Se la matematica non è un’opinione, per merito mio nelle casse dell’Ateneo è entrato denaro fresco (circa 500.000 euro) solo per le iscrizioni».
«Certamente sono fedele, ma non sono stato mai asservito», scrive sempre il docente. «Per questo motivo già ha funzionato negli anni scorsi la conventio ad excludendum che decretò la mia emarginazione. Guarda caso con gli stessi personaggi, o quasi. Avendo sempre evitato di cadere nel pantano lutulento ove molte rane gracidanti sguazzano, sento l’obbligo di dissipare alcune falsità che corrono sulle bocche degli utili idioti. Non posso inseguire tutte le infamie. Spero nella tutela oggettiva dell’istituzione. In attesa gioco d’anticipo con l’autotutela».
(cr.pe.)
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