«Prestazioni professionali, il mio progetto»

Il consigliere regionale Di Matteo chiede più tutele e vigilanza contro l’evasione fiscale
PESCARA. Il consigliere regionale Donato Di Matteo, capolista di Pescara della lista Abruzzo Insieme nella prossima legislatura regionale presenterà una proposta di legge, simile a quella approvata lo scorso 30 dicembre dalla Regione Campania sulle “Norme in materia di tutela delle prestazioni professionali per attività espletate per conto dei committenti privati e di contrasto all’evasione fiscale”. La normativa ha come oggetto la tutela e la valorizzazione delle prestazioni professionali rese sulla base di istanze presentate alla pubblica amministrazione per conto dei privati cittadini o delle imprese.
La finalità della proposta è quella di tutelare il lavoro svolto dai professionisti contestualmente all’attenuazione dell’evasione fiscale. «Ormai questo Consiglio regionale sta per concludersi», spiega Di Matteo, «e non c’è più tempo per presentare leggi, ma dopo l’8 febbraio appena ci insedieremo è mia intenzione avanzare una proposta di legge dedicata alla tutela dei professionisti, alla loro valorizzazione e alla vigilanza per contrastare l’evasione fiscale. L’estate scorsa la legge è stata approvata anche in Calabria, alla fine del 2018 in Campania e altre regioni del Centro Italia stanno per portarla in Consiglio regionale. La mia proposta è di salvaguardare i professionisti e varare il pagamento della loro prestazione prima di ultimare il lavoro. L’intento è di regolamentare un aspetto relativo al pagamento delle spese di progettazione a carico di soggetti privati, che spesso non avviene o potrebbe favorire il lavoro nero. Il Codice dei contratti pubblici indica che il compenso dei professionisti debba essere determinato in maniera proporzionale alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, al contenuto e alle caratteristiche della prestazione, vietando alle pubbliche amministrazioni di condizionare la corresponsione dei compensi al finanziamento dell’opera progettata». Il Decreto legge 148 del 2017 «ha poi stabilito che la pubblica amministrazione debba garantire il principio dell’equo compenso, definendo vessatorie quelle clausole del contratto di affidamento che consentono al committente di pretendere prestazioni aggiuntive a titolo gratuito. Uno degli obiettivi è proprio quello di superare un fenomeno, che negli ultimi anni, anche per effetto dell’abolizione dei tariffari, ha caratterizzato le procedure di affidamento dei servizi professionali e che ha visto molte amministrazioni prevedere compensi non correttamente parametrati alla qualità e quantità delle prestazioni richieste o, addirittura, compensi simbolici. La mia proposta è di una normativa che dia dignità alla categoria. Nei prossimi giorni incontrerò tecnici, ordini professionali e organizzazioni di categoria per condividere la proposta e per ascoltare suggerimenti in materia, così come per la legge sull’urbanistica».

