Pretendevano il pizzo dai commercianti, 5 arresti

26 Giugno 2018

In cella 4 componenti della famiglia Rossoni. Una vittima ha pagato 30mila euro

PESCARA. Non hanno avuto timore. Hanno denunciato alla Guardia di finanza le «continue vessazioni e richieste di denaro» subite da una banda, insieme alle minacce di «danni gravi». Da quelle denunce hanno preso il via le indagini delle Fiamme gialle che hanno portato, all’alba di domenica, all’arresto di cinque persone, di cui quattro sono componenti della famiglia Rossoni. Sono il padre Michele, 59 anni, e i figli Cristian, 36 anni, Richard, 32 anni, e Virginio, 33 anni. Il quinto arrestato, finito come gli altri al carcere di San Donato, è Giovanni Di Blasio, 43 anni, molto vicino alla famiglia Rossoni. L’accusa, per tutti i componenti di questo gruppo «consolidato», è di estorsione. Ma gli indagati devono rispondere anche, a vario titolo, di spaccio di stupefacenti, furto aggravato e lesioni personali.
Il lavoro dei finanzieri, coordinati dal comandante della compagnia di Pescara, Marco Toppetti, ha preso il via dalle confidenze di un commerciante di Montesilvano, seguito dal racconto di altre vittime. Per gli investigatori il gruppo sceglieva le persone da colpire anche tra conoscenti e parenti, nonostante il legame.
E le violenze non sarebbero state solo minacciate ma anche attuate, tanto che un giovane che si rifiutava di pagare sarebbe stato picchiato davanti al locale dove lavorava e ha riportato la frattura del setto nasale.
Ai finanzieri è stato riferito delle richieste di “pizzo” che arrivavano dagli indagati: richieste immotivate e seguite da minacce di danni ai locali o fisiche. Le vittime, intimorite dal gruppo che era già noto per altri reati e proprio per questo incuteva un certo timore, hanno accettato di pagare, anche per non mettere a repentaglio le attività in cui lavoravano, trattandosi di un fruttivendolo, un barista e un meccanico (a quest’ultimo, però, non sarebbero stati estorti soldi). Un caso limite è quello di un operaio che avrebbe acquistato cocaina per duemila euro e, dopo aver estinto il debito, sarebbe stato costretto a continuare a pagare, versando quote mensili ogni volta che riscuoteva lo stipendio. Negli anni, l’uomo ha “passato” complessivamente alla banda circa 30mila euro. Dopo aver sporto denuncia le minacce sarebbero proseguite, con messaggi sul cellulare e sui social. Questi racconti hanno fatto scattare gli accertamenti delle Fiamme gialle, anche attraverso le intercettazioni, per scoprire il modus operandi del gruppo. Da novembre 2017 fino a marzo di quest’anno gli investigatori hanno messo insieme gli elementi a carico dei cinque. E oggi le Fiamme gialle ricostruiscono il «meccanismo consolidato» attuato dal gruppo. Non tutti gli episodi sono maturati di recente. Uno in particolare, quello relativo al debito per droga, affonda le radici nel 2013. Gli altri avrebbero avuto, invece, durata più breve e l’entità delle somme estorte sarebbe minima.
A completare il quadro c’erano i furti: per un colpo, messo a segno a Francavilla nell’abitazione di un ex arbitro, l’arresto è scattato immediatamente per Michele e Christian Rossoni e per Di Blasio da parte dei Baschi verdi, coordinati da Antonio Liberati.
I finanzieri hanno individuato e inseguito i tre ladri fino a via Raiale e poi li hanno bloccati recuperando la refurtiva: tute e completi da calcio e materiale per bambini, tra cui un set passeggino, giochi, copertine e lenzuolini. Per i tre arrestati sono scattati i domiciliari, con l’applicazione del braccialetto elettronico. E il 9 giugno sono tornati in libertà, fino a domenica mattina all’alba quando è scattata l’operazione “No fear” (che vuol dire niente paura), condotta da una quindicina di uomini delle Fiamme gialle con il supporto dei cani antidroga.
Per gli uomini della Finanza non è stato semplice individuare tutti i destinatari della misura cautelare (il giudice è Gianluca Sarandrea, il pm Andrea Papalia) e le ricerche sono cominciate la settimana scorsa nella zona di Cesenatico. Il cerchio si è chiuso quando è stato appurato che i cinque gravitavano tutti tra Pescara, in via Raiale, e Montesilvano, in via Sardegna.
Se l’operazione è stata chiamata “No fear” c’è un motivo preciso, spiegano Toppetti e Liberati insieme a Andrea Altieri, comandante della sezione operativa della Compagnia. Le vittime si sono presentate alla Finanza manifestando una certa titubanza a confidarsi, al punto che avevano timore perfino ad entrare in caserma perché il gruppo dei Rossoni e Di Blasio era temibile. Ma, una volta conquistata la fiducia dei malcapitati, i finanzieri hanno raccolto tre denunce e ora puntano a scovare altri elementi nei confronti della banda, sempre che ce ne siano. «L’unica via d’uscita è denunciare», dicono le Fiamme gialle ai cittadini. «L’alternativa è pagare».
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