Previste nuove assunzioni I 50 precari: prendete noi
PESCARA. «Investite su di noi, il nostro contributo è fondamentale per l’entrata a pieno regime di una misura così complessa come il reddito di cittadinanza: le competenze acquisite in anni di lavoro...
PESCARA. «Investite su di noi, il nostro contributo è fondamentale per l’entrata a pieno regime di una misura così complessa come il reddito di cittadinanza: le competenze acquisite in anni di lavoro permetterebbero un’immediata operatività dei Centri per l’impiego e un risparmio considerevole dei costi di formazione del personale». A parlare così sono gli ex precari che un tempo lavoravano negli uffici dei Centri per l’impiego abruzzesi occupandosi di formazione, orientamento al lavoro, incrocio tra domanda e offerta di lavoro, marketing e servizi amministrativi.
Una schiera di 50 lavoratori a Pescara e altri 50 distribuiti fra le province di Teramo e Chieti. Assunti con concorsi pubblici e poi mandati a casa «perché le amministrazioni precedenti, finiti i fondi straordinari, hanno deciso di depotenziare gli uffici e non investire più sulle nostre professionalità», sottolineano senza nascondere la loro amarezza Tommaso D’Anchini e Luca Di Berardino in un incontro organizzato nella sede del sindacato Usb in via Monte Camicia.
Oggi, a pochi giorni dall’avvio del programma di attuazione del reddito di cittadinanza, che prevede una nuova centralità dei Centri per l’impiego, gli ex precari si mobilitano. Chiedono di non disperdere le competenze maturate e le professionalità acquisite e invocano l’intervento del ministro del Lavoro Luigi Di Maio e del futuro assessore regionale al Lavoro affinché diano il via libera alla riassunzione e alla stabilizzazione. Con la contingenza dell’erogazione del reddito di cittadinanza, infatti, si stima che in Italia saranno assunti attraverso le Regioni 4.000 operatori nei Centri per l’impiego, di cui centinaia in Abruzzo. Le risorse sono state inserite nel decreto approvato a fine gennaio:120 milioni per il 2019, 160 per il 2020 e altri 160 per il 2021 a disposizione delle Regioni. Mentre altri soldi sono destinati al potenziamento di Anpal Servizi Spa per la stipula dei contratti di collaborazione e per la stabilizzazione di parte del personale già dipendente con contratto a tempo determinato: 200 milioni per il 2019, 250 per il 2020 e 50 per il 2021.
«Il tempo stringe», sottolinea Luigi Iasci, responsabile federale Usb Abruzzo, «i neoassunti dovranno essere prima formati e poi saranno operativi. Invece le competenze maturate dagli ex lavoratori dei Centri per l’impiego permetterebbero un’immediata operatività e un risparmio dei costi di formazione, quindi un reale e tempestivo miglioramento del sistema di orientamento al lavoro. Viceversa è alto il rischio di vedere fallire il reddito di cittadinanza, trasformandolo in misura puramente assistenziale. Non riconoscere il lavoro già svolto rappresenterebbe un grave errore». (y.g.)

