Prima passeggiata assistita con il robot

Al San Raffaele di Sulmona inaugurata l’eccellenza riabilitativa dove “Ekso” fa camminare chi ha lesioni spinali gravi
SULMONA. Ekso, l’esoscheletro riabilitativo robotizzato, ieri ha aiutato la prima persona, per la prima volta in Abruzzo, a deambulare. È Un 50enne di Copertino, in provincia di Lecce, costretto su una sedia a rotelle dallo scorso 24 gennaio, quando è stato operato per una ciste al midollo D9 e D10.
Prima della paralisi totale degli arti inferiori, il paziente, Alessandro Vantaggiato, di professione faceva il meccanico riparatore di automobili, mestiere che spera di tornare a svolgere. È sposato con Carmina e hanno due figli.
MIRACOLATO. Indossando il robot Ekso si è sentito un miracolato. E ad ammirare l’ultimo ritrovato della scienza e della tecnica, che è in dotazione, da ieri, alla casa di cura San Raffaele di Sulmona – prima struttura in Abruzzo ad adottare l’eccellenza della tecnologia a supporto dei percorsi riabilitativi tradizionali –, dal costo di 190mila euro (senza alcun contributo dallo Stato) c’erano il presidente della Regione, Marco Marsilio, e l’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì, insieme al sindaco di Sulmona, Annamaria Casini, e al vescovo di Sulmona-Valva, monsignor Michele Fusco.
VANTO D’ABRUZZO. «L’esoscheletro è un piccolo vanto della nostra terra», ha detto il governatore Marsilio, lanciando anche un appello alla pax tra sanità pubblica e privata: «Il pubblico e il privato non devono agire da nemici, ma integrando la sanità, per offrire un servizio di grande qualità. E questo del San Raffaele è un esempio, perché è un centro di eccellenza in Abruzzo, che attrae pazienti anche da altre regioni. Qui si curano traumi che colpiscono non soltanto il paziente, ma intere famiglie», ha sottolineato Marsilio.
TANTA UMANITÀ. «Ci vuole tanta umanità per lavorare in questi ambienti, questa umanità l'abbiamo respirata oggi, qui, al San Raffaele. Siamo fieri», ha concluso il governatore, «dei risultati raggiunti da questa struttura. Vedere persone che utilizzano questa tecnologia di avanguardia e migliorare il loro stato fisico, è motivo di orgoglio per la nostra terra. È stata un'occasione preziosa avere assistito alla presentazione di questo strumento».
«È un vero vanto avere uno dei pochi centri in Italia e al mondo», ha sottolineato l’asssessore alla Sanità, Verì, «e poter usufruire di tecnologie così all’avanguardia. Sono soddisfatta e emozionata, perché questo appuntamento dimostra la capacità di capire la presenza in Abruzzo di una realtà così importante».
Il personale del San Raffaele ha accolto con calore e alcuni cadeau, tra cui un quadro, il presidente della Regione e l’assessore alla Sanità.
CACCIA A BIN LADEN. A presentare il robot che aiuta a deambulare, sono stati il primario della struttura riabilitativa abruzzese, il professor Giorgio Falzani, il direttore medico aziendale di tutte le strutture del San Raffaele, che ha la sede centrale a Roma, il professor Natale Santucci, e colui che ha portato in Italia, per la prima volta, il robot riabilitativo, il dottor Claudio Ceresi. Che ha tracciato una breve storia dell’importante macchina, svelando anche una curiosità: «Questo robot è nato nel 2005 per scopi bellici, progettato negli Usa per aiutare i soldati americani a sconfiggere e catturare Bin Laden. Aiutava i militari a sopportare enormi pesi sulle spalle per molte miglia e arrivare freschi all’obiettivo», ha spiegato Ceresi. «Poi la macchina è stata ripensata per scopi sociali e sanitari e nel 2013 è arrivato il primo modello di robot riabilitativo. Questo presentato al San Raffaele è del 2016. La struttura ne ha acquistati due, uno per Roma e uno per Sulmona. In Italia in tutto sono in funzione sedici esemplari di Ekso. Questo del San Raffaele è un esoscheletro riabilitativo robotizzato per gli arti inferiori, ma ci sono anche per gli arti superiori».
COME FUNZIONA. Ma vediamo come funziona. «Intanto è indispensabile, per ora, che a manovrarlo ci sia un assistente, in questo caso un riabilitatore. Dà impulsi preparando il paziente passo dopo passo. Chi ha problemi più leggeri», precisa Ceresi, «può avvalersi anche delle stampelle e quindi può fare a meno dell’assistente. Per chi ha problemi molto più complessi, come il paziente che lo ha indossato oggi per la prima volta, è necessario che venga accompagnato. Ekso è un dispositivo in acciaio e carbonio, che si attiva per mezzo di quattro motori elettromeccanici, alimentati da due batterie. Dei sensori captano e riconoscono l’assetto posturale del paziente».
PER I PAZIENTI È GRATIS. Ekso costa 190mila euro all’azienda, ma la prestazione al paziente non costa nulla, perché viene fatto tutto in regime di assistenza sanitaria pubblica, tramite la Asl. L’investimento è tutto a carico della clinica, che vuole offrire un servizio di eccellenza.
«È un’emozione che non si riesce a descrivere, era da cinque mesi che non riuscivo più a stare in piedi, a guardare le persone negli occhi», ha detto con la voce rotta dall commozione Vantaggiato, dopo la sua prima “passeggiata” assistita nella idro-palestra del San Raffaele. «Non conoscevo questa struttura; dopo l’operazione, da Lecce mi hanno mandato qui. E spero, grazie a Ekso e alle amorevoli cure del personale del San Raffaele, di poter presto tornare a camminare».
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