Prima rata Imu, si paga entro il 16 Stabilimenti e alberghi esentati

Escluse dal primo versamento le categorie del settore turistico rimaste ferme durante il lockdown Eliminata per sempre la Tasi, sono previsti sconti sulle sanzioni per chi non rispetta le scadenze
PESCARA. Si avvicina la scadenza dell’Imu per i contribuenti che posseggono immobili. Entro martedì 16 giugno si dovrà versare la prima rata pari al 50 per cento dell’imposta pagata nel 2019. Il rimanente si dovrà versare il 16 dicembre a saldo. Ma sono diverse le novità introdotte quest’anno per il tributo comunale. Sparisce innanzitutto la Tasi, una sorta di tassa gemella dell’Imu e, con un decreto del governo, vengono esentate dal pagamento quelle categorie del settore turistico rimaste ferme durante l’emergenza coronavirus. Un’altra novità riguarda l’applicazione del ravvedimento operoso esteso anche all’Imu: in pratica, chi non rispetterà le scadenze dei pagamenti potrà fare ricorso a questo istituto per usufruire di una consistente riduzione delle sanzioni. Ma ecco un quadro sintetico di ciò che è cambiato.
CHI DEVE PAGARE. L’Imu è dovuta dai proprietari di immobili, titolari di diritti reali di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi e superficie anche se non residenti nel territorio di Pescara. Sono assoggetti all’imposta municipale i fabbricati, aree fabbricabili, terreni a qualsiasi uso destinati, compresi quelli strumentali o alla cui produzione o scambio è diretta l’attività di impresa.
Come negli anni scorsi, l’Imu non si applica alle abitazioni principali, ad eccezione di quelle classificate nelle categorie catastali di lusso: A/1 (abitazioni di tipo signorile), A/8 (abitazioni in ville) e A/9 (castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici) e sulle pertinenze delle stesse accatastate come C/2 (magazzini e locali di deposito), C/6 (stalle, scuderie, rimesse, autorimesse) e C/7 (tettoie chiuse o aperte.
SPARISCE LA TASI. Quest’anno, dunque, la Tasi è stata assorbita dall’Imu e tutti i contribuenti che la pagavano negli anni scorsi, ora dovranno versare l’imposta municipale seguendo le stesse regole del passato. Regole che il Comune dovrà comunque revisionare entro il prossimo 31 luglio. In attesa dell’approvazione del nuovo regolamento e dell’eventuale modifica delle aliquote dell’Imu, il pagamento entro il 16 della prima rata-acconto per tutti i contribuenti interessati dovrà essere pari alla metà di quanto versato a titolo di Imu e Tasi per l’anno 2019. Poi, si farà l’eventuale conguaglio con il saldo entro il 16 dicembre.
CHI È ESENTATO. L’articolo 177 del decreto legge «Rilancio», numero 34, approvato dal Consiglio dei ministri il 19 maggio scorso, ha disposto l’esenzione dal pagamento della prima rata Imu 2020, sia per la quota dello Stato, che per quella dei Comuni, le categorie del settore turistico obbligate a fermarsi durante la prima fase dell’emergenza coronavirus. In pratica, pagheranno tutta l’Imu a saldo entro il 16 dicembre. Si tratta degli stabilimenti balneari e termali, degli immobili della categoria D/2 (alberghi e pensioni) e di quelli destinati ad agriturismo, villaggi turistici, ostelli della gioventù, rifugi, colonie marine, affittacamere per brevi periodi, case e appartamenti per vacanze, bed&breakfast, residence e campeggi. Ma a una condizione per tutte queste categorie: ossia, che i proprietari siano anche gestori delle attività.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

