Primarie di coalizione per il Pd Rapino: «Non vogliamo lotte ma un confronto leale tra pari»

9 Marzo 2017

Il segretario regionale del partito commenta lo scenario politico prima del voto «La scissione premia il proporzionale, chi va via solo per un seggio sbaglia»

PESCARA. Evitare gli scontri per inseguire l’unità della coalizione. La ricetta del segretario regionale del Pd Marco Rapino è semplice: primarie. «Così sceglieremo i nostri candidati, non nello spirito di una lotta tra avversari, ma tra contendenti che competono per il bene della propria città. Dal minuto dopo le primarie saremo insieme per continuare a governare». E’ lo schema seguito a L’Aquila, a due mesi e mezzo dalle elezioni, il centrosinistra non ha ancora individuato il proprio candidato sindaco. Il Pd, chiarisce Rapino, ricorrerà alle primarie ma non è ancora del tutto chiaro cosa ne sarà della coalizione che ha sostenuto il governo Cialente, soprattutto alla luce degli ultimi cambiamenti che si sono susseguiti sullo scenario politico nazionale, tra scissioni, la nascita di un nuovo soggetto politico che dovrebbe coagulare gli attuali “scontenti”, il nuovo partito di Alfano che il 18 scioglie Ncd per dare vita a una nuova entità politica. «La tornata delle amministrative», aggiunge Rapino, «vede coinvolto il nostro capoluogo di regione, devastato dal terremoto del 2009, governato egregiamente in questi anni da Massimo Cialente e la sua Giunta. Il Pd ha un gruppo dirigente di alto profilo all’Aquila. Siamo stati sempre a disposizione della città, facendo lotte, quando dovevamo reclamare; facendo progetti e facendoci ascoltare dai governi (ricordo che il governo Renzi ha stanziato 6 miliardi di euro per L’Aquila). Il lavoro fatto da Massimo sarà importante per le prossime generazioni, io mi sento di ringraziarlo profondamente per quello che ha saputo fare insieme agli amministratori. Un lavoro che è stato reso possibile da una squadra, che ci ha visto presenti su tutto il campo, non posso non citare Stefania Pezzopane e Giovanni Lolli. Così come il Partito aquilano, con il suo segretario Stefano Albano, sta costruendo un campo di alleanze che ci consentirà di parlare alla città, con un programma in grado di rispondere alle priorità. Dobbiamo attrarre investimenti per creare lavoro, terminare la ricostruzione e dare vita a quella che sarà una delle città più belle d’Italia e la più sicura. Dopo quello che è accaduto anche negli ultimi mesi i nostri sforzi si sono triplicati». E le scissioni? «Non bisogna girarci intorno», risponde, perché «il proporzionale premia la divisione. Se qualcuno del Pd o del centrosinistra decide di dividersi per calcoli di seggi alla Camera, compie un grave errore. Sono sbalordito da chi va via in cerca di posti sicuri perché la ragione del nostro stare insieme non è una convenienza elettorale, ma il senso di una missione condivisa. A chi ragiona per calcoli personali faccio gli auguri ma una comunità politica è molto di più del destino dei singoli. Ai militanti che invece stanno soffrendo per questa divisione e si interrogano su cosa fare, chiedo di restare, di aspettare, di venire a discutere e partecipare a questo congresso. Sono convinto che nelle 3 mozioni dei candidati a segretario ogni militante potrà trovare le ragioni per poter restare. Personalmente sostengo Matteo Renzi, ma siamo un partito plurale, aperto e c’è bisogno di tutti. A quelli che vanno via, alcuni amici di una vita, voglio dire di aspettare, di riflettere e che farò di tutto per farli restare anche se spesso non sono d’accordo con quello che dicono». (a.bag.)