Primi malanni, paura nelle scuole La Asl: per ora sono tutti negativi

Tamponi per oltre 70 alunni in tutta la provincia, ma nessun positivo: si tratta di malesseri stagionali E in via precauzionale, dopo i sintomi di qualche studente, il Marconi ha sospeso le lezioni due giorni
PESCARA. In piena pandemia, c'è sempre più apprensione attorno al tema della scuola. Timori che, in alcuni casi, diventano psicosi, complici le informazioni errate e le voci che, ora dopo ora, si rincorrono. L'altro giorno è toccato al liceo classico, dove uno studente con la febbre ha mandato tutti in allarme, e ieri al liceo statale "G. Marconi", dove è scattato, in via del tutto precauzionale, il protocollo previsto in questi casi. Alcuni studenti, infatti, hanno manifestato sintomi in aula e le lezioni sono state sospese per due giorni, fino a oggi, in due classi.
Con il brusco calo delle temperature, d'altronde, iniziano i primi raffreddori e i primi malesseri. Tanti, a Pescara e in provincia, i tamponi eseguiti su studenti con sintomi, ma al momento non ci sono positività tra i ragazzi tornati in aula lo scorso 24 settembre. La vicenda del liceo Marconi conferma le rigide procedure adottate dai dirigenti scolastici per contrastare la diffusione del virus e garantire la tutela degli allievi. La decisione di lasciare a casa studenti e insegnanti per due giorni, infatti, è assolutamente precauzionale. I primi due alunni che hanno avvertito malesseri in aula sono già risultati negativi, mentre si attende l'esito dei test eseguiti sugli altri. Ad annunciare l'attivazione del protocollo precauzionale è il referente anticovid dell'istituto, Giovanni Dursi, che tranquillizza tutti e spiega l'efficacia delle procedure adottate. Proprio al Marconi ci sono sei studentesse con il Covid-19, ma la loro positività è stata accertata ben prima della riapertura della scuola. Potranno quindi tornare in aula solo una volta certificata la guarigione.
Dalla Asl di Pescara fanno sapere che sono tanti gli studenti che stanno manifestando sintomi influenzali, spesso simili a quelli del Covid: sono oltre settanta gli alunni di tutta la provincia che sono stati sottoposti a tampone e altri attendono di fare il test. Al momento, sottolineano all'azienda sanitaria, i tamponi hanno dato esito negativo, confermando che si trattava di malesseri di stagione. Sul territorio provinciale, quindi, non ci sono casi di studenti tornati a scuola e poi risultati positivi al coronavirus. Se i primi effetti della riapertura delle scuole sulla curva del contagio si potranno vedere tra una decina di giorni, un contributo importante potrebbe presto arrivare dai test dell'antigene: si tratta di tamponi, salivari o nasali, che danno il risultato in un quarto d'ora. La Regione Abruzzo si sta attivando per introdurli e, considerata la rapidità di esecuzione, potranno essere estremamente utili nella scuola. In ogni caso, il virologo Paolo Fazii, direttore del laboratorio della Asl di Pescara, sottolinea che, in classe e in ogni contesto, «l'unica arma di difesa resta la prevenzione: mascherine, distanziamento sociale e igiene delle mani», afferma l'esperto, ricordando il ruolo e la responsabilità che hanno docenti e genitori. «Ora siamo in una fase intermedia, interlocutoria», conclude, «e proprio per evitare una situazione peggiore dobbiamo arrestare l'onda».

