Primo round in tribunale per le case sulla riviera sud

Davanti al Tar sono stati sentiti i legali del Comune e della società Pescaraporto che contesta il mancato rilascio dei permessi. Previsti tempi brevi per la sentenza
PESCARA. Si è aperta ieri mattina al Tar l’udienza nel merito sul ricorso presentato dalla società Pescaraporto per ottenere il rilascio dei permessi per costruire abitazioni, accanto all’area dell’ex Cofa, sulla riviera di Porta Nuova. Sono stati ascoltati i legali delle parti, ossia del Comune e della società. Ora i giudici si dovrebbero pronunciare in tempi brevi.
E ieri, mentre era in corso l’udienza, in Comune c’era grande attesa. Il futuro di quell’area di proprietà di Pescaraporto è diventato un caso politico. Centrodestra, Movimento 5 Stelle e una larga fetta della maggioranza si dicono contrari al cambio di destinazione d’uso richiesto dalla società per poter costruire appartamenti, al posto degli uffici. Richiesta che i consiglieri avrebbero voluto discutere in consiglio comunale, ma la seduta è stata rimandata in attesa che si pronunci prima il Tar. Pescaraporto ha presentato un ricorso proprio per evitare il passaggio in consiglio invocando la procedura del silenzio assenso perché, a suo dire, sarebbero scaduti i termini entro i quali il dirigente allo Sportello unico per le attività produttive Gaetano Silverii avrebbe dovuto rispondere alla richiesta del cambio di destinazione d’uso, rilasciando o meno i permessi. Il dirigente invece, facendo riferimento all’articolo 14 del Testo unico sull’edilizia, ha demandato la decisione al consiglio comunale.
«I giudici dovranno decidere se si può costruire in deroga o meno», ha affermato l’assessore all’urbanistica Stefano Civitarese, «si deve capire se sia necessario o meno il parere del consiglio comunale». Secondo alcuni consiglieri, l’ipotesi del silenzio assenso sarebbe stata già esclusa dai magistrati del tribunale amministrativo. Ma si tratta di voci di cui non ci sono conferme.
In qualsiasi caso, lo stesso sindaco Marco Alessandrini ha promesso che subito dopo la sentenza del Tar porterà in consiglio comunale la delibera sul cambio di destinazione d’uso richiesto da Pescaraporto. Ma è ovvio che la decisione dei giudici influenzerà non poco la scelta dei consiglieri comunali. Per questo, centrodestra e Movimento 5 Stelle hanno insistito fino all’ultimo per far approdare il provvedimento in consiglio prima della discussione in tribunale. Ma la maggioranza, dopo un primo tentativo di avviare l’esame in commissione, hanno ritirato la delibera sostenendo che conteneva errori e che era necessario rivederla. Poi, il sindaco ha annunciato il rinvio a dopo la sentenza per rispetto del Tar.(a.ben.)
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