Prisma, l’occhio d’Abruzzo che osserverà il pianeta

28 Febbraio 2019

In orbita a marzo il satellite creato col contributo tecnologico di 880 abruzzesi La strumentazione è targata Leonardo, il controllo è garantito dalla Telespazio  

ORTUCCHIO. L’Abruzzo diventa il sofisticatissimo occhio del pianeta Terra con Prisma, satellite che verrà guidato dal centro Telespazio nel Fucino e che porterà tra le stelle le conoscenze dei progettisti meccanici di Chieti, le indistruttibili superfici ottiche lavorate a Carsoli, le schede elettroniche di Tales Alenia Space dell’Aquila. Prisma e l’Abruzzo voleranno nello spazio venerdì 15 marzo alle 2.50, ora fissata per il lancio del vettore Vega dalla base spaziale europea di Kourou nella Guyana francese. E da quel momento i suoi occhi osserveranno il mondo da un’altezza di 620 chilometri.
LE APPLICAZIONI. Le principali sono il monitoraggio dei cambiamenti ambientali a livello globale, il supporto alla gestione delle risorse naturali, il monitoraggio dell’inquinamento atmosferico, terrestre e marittimo, l’agricoltura e la verifica dello stato di salute di suoli e piantagioni, l’individuazione delle aree boschive più secche e a rischio incendio, il monitoraggio delle aree edificate, dei beni culturali e delle risorse idriche – sia dal punto visita della disponibilità che della qualità dell’acqua – e la gestione delle calamità naturali, sia in termini di prevenzione che di valutazione dei danni. Esempi popolari? Prisma è in grado di scoprire se un campo di calcio è in erba sintetica o naturale, se in un terreno ci sono mine anti-uomo, a quale velocità si scioglie un ghiacciaio o se in mare si sta per verificare un’invasione di alghe.
MISSIONE IN NUMERI. Un’operazione da 100 milioni, col coinvolgimento di 880 abruzzesi, che rientra nella missione dell’Agenzia spaziale italiana (Asi). Dalla sua orbita, Prisma guarderà la Terra su scala globale con occhi diversi essendo dotato di un’innovativa strumentazione elettro-ottica. Il satellite osserverà infatti il pianeta con lo strumento iperspettrale operativo più potente al mondo, realizzato da Leonardo, azienda globale ad alta tecnologia, tra le prime dieci società al mondo nell’aerospazio. Prisma è un progetto italiano e molto abruzzese che rappresenta un’eccellenza a livello mondiale, mettendo in luce le capacità del Paese di fornire un sistema spaziale chiavi in mano, dalla progettazione alla realizzazione, dal lancio alla gestione dei dati a terra.
«SFORZO DI SQUADRA». Prisma è stato realizzato da un raggruppamento temporaneo di imprese, guidato da Ohb Italia, che ha costruito il satellite ed è responsabile della missione, e Leonardo, che ha realizzato l’innovativa strumentazione elettro-ottica iperspettrale che rappresenta il cuore del programma. Alla costruzione, oltre all’Abruzzo, hanno contribuito Piemonte, Lombardia, Toscana e Lazio, come ha evidenziato Marco Molina, responsabile ricerca e sviluppo spazio di Leonardo. «Un grande sforzo di squadra», ha sottolineato Molina, «col fondamentale contributo abruzzese».
LA “FIRMA SPETTRALE”. Il centro di controllo della missione è stato realizzato da Telespazio nella piana del Fucino mentre l’acquisizione e l’elaborazione dei dati avverrà dal Centro spaziale di Matera. L’iper-telecamera di Prisma è strumentazione pioniera per l’osservazione della Terra, poiché comprende, oltre a una fotocamera a colori con risoluzione spaziale di 5 metri (come un’auto osservata dallo spazio), uno strumento iperspettrale che sarà il più potente al mondo in orbita per l’osservazione della Terra dallo spazio. La tecnologia iperspettrale permette di vedere cose che l’occhio umano non riesce e a riconoscere: non solo la forma degli oggetti ma anche la loro composizione chimica e fisica. Ogni materiale infatti ha una propria “firma spettrale”, come fosse un’impronta digitale: presenta una combinazione assolutamente unica di colori, dette bande spettrali, caratterizzati ciascuno da una precisa intensità. Prisma sarà in grado di acquisire e analizzare questa firma viaggiando a 27.000 km all’ora a un’altezza di 620 km dalla Terra. La telecamera sarà in grado di acquisire 200 immagini all’istante. Le superfici ottiche sono state trattate con procedimenti speciali e rivestite con appositi filtri.
LE SUPER LENTI. Trenta lenti, prismi e specchi compongono il cuore dello strumento del satellite, realizzato nello stabilimento Leonardo di Campi Bisenzio (Firenze). A Carsoli, dove Leonardo ha un centro di eccellenza di livello europeo per i trattamenti ottici, in un’area di 2.000 metri quadri, queste sofisticate attrezzature sono state rese indistruttibili, resistenti alle radiazioni e perfettamente anti-riflesso (le lenti lavorate a Carsoli si trovano anche sulle apparecchiature in missione su Marte o attorno a Mercurio).
TIMONE NEL FUCINO. Un ruolo fondamentale per Prisma avrà poi, dopo il lancio dalla Guyana, il Centro spaziale del Fucino di Telespazio, società controllata da Leonardo. Il più grande teleporto al mondo per usi civili, diretto da Gianni Riccobono, ospita infatti il centro di controllo della missione. «Dalle nostre sale», ha spiegato Riccobono, «saranno gestiti il Leop (Launch and early orbit phase, ndr), la delicata fase che va dal momento della separazione del satellite dal razzo vettore fino al raggiungimento della posizione orbitale finale, e le attività di test in orbita che dureranno tre mesi». Anche in questo caso il team è abruzzese, guidato da Patrizio Tempesta. Anche il sito aquilano di Thales Alenia Space ha contribuito alla missione. Qui sono state assemblate le schede elettroniche del sistema di trasmissione dei dati a bordo. Appuntamento al 15 marzo. L’Abruzzo sarà protagonista anche nel conto alla rovescia.
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