Processione e banda: è la festa di Sant’Antonio

Nella zona della parrocchia dei frati si è ripetuto il rito della benedizione del pane Tanti residenti tra le bancarelle: «È bello rivivere le atmosfere del passato»
PESCARA. La devozione del quartiere per Sant’Antonio con la benedizione del pane dei poveri, distribuito ai fedeli dopo la messa di padre Alfonso, le bancarelle con i palloncini, le noccioline, la porchetta e i concerti della banda “Ivo Padula” di Collecorvino. Si respirava il clima della festa di paese ieri mattina lungo viale Sabucchi, davanti alla parrocchia dei frati di Sant'Antonio di Padova (si celebra il 13 giugno) che hanno organizzato i festeggiamenti, seppur in versione ridotta dopo la pandemia.
In serata, dopo la messa delle 19 presieduta da monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo della diocesi di Pescara-Penne, si è svolta la processione, lungo le vie del borgo, a cui ha partecipato anche il sindaco Carlo Masci. Durante la giornata sono state sette le cerimonie liturgiche officiate dal parroco, frate Alfonso Di Francesco e dal ministro provinciale fra' Mauro De Filippis Delfico, con l’animazione dei gruppi del Cammino Neocatecumenale, dell’Ordine francescano secolare e dei cori della Milizia dell’Immacolata.
Una festa molto amata nel quartiere: «È bello esserci e rivivere ogni anno le atmosfere della tradizione», esultano le amiche Antonella, Antonietta, Lucia e Ada all’uscita dalla chiesa, rapite dalla musica del complesso bandistico (40 componenti) di Collecorvino diretto dal maestro Gabriele D’Emilio e presieduto da Lino Morelli. Capobanda è Sandro Padula, figlio di Ivo, il fondatore del gruppo che il prossimo 30 luglio celebra il centenario della nascita. All’ingresso della chiesa, nella parte interna, una lunga tavolata di pani di Sant’Antonio vengono distribuiti ai fedeli che lasciano nel cestino una piccola offerta.
Da una ventina d’anni Nelly, Sandra e Ada, madri e figlia, dietro il bancone, distendono e raccolgono nelle buste i pani benedetti dai frati della parrocchia. Si ferma a prenderne un po’ Rossella Di Paolo, una residente, che va via commossa dopo le preghiere. Anche quelle poche monetine servono a sostenere le attività parrocchiali. «Per noi sono molto importanti per il prosieguo delle iniziative che hanno una tradizione antica», dice padre Alfonso mentre sorride e saluta i fedeli all’uscita, «i pani vengono portati a casa dalla gente o distribuiti ai poveri» della vicina mensa di San Francesco, diretta da Renato Paesano. Fuori, la festa popolare continua con i cittadini che si fermano ad acquistare alle bancarelle, prima di tornare a casa. Giampaolo Mercurii, con i figli Johnny e Daniele, vende la porchetta e arriva da Teramo ogni anno: «Un tempo questa festa era molto affollata, oggi la tradizione si è un po’ affievolita, ma è sempre molto sentita. I pescaresi ci chiamano e noi veniamo volentieri a respirare questa atmosfera». Valerio D’Ottavio si occupa della bancarella delle noccioline intitolata a papà Massimo: «La nostra famiglia è presente alla festa di Sant’Antonio da quattro generazioni, siamo pescaresi e la sentiamo tantissimo».
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