Processione ridotta L’assessore scrive al vescovo: ci ripensi

Ma il sindaco smorza le tensioni: «È un momento di fede, con un po’ di amarezza dico di accettare il cambiamento»
PESCARA. «Da fedele dico che accetto il cambiamento. Lo faccio con un po’ di amarezza, ma mi adeguo al nuovo corso». Il sindaco Carlo Masci cerca di placare le polemiche sollevate da commercianti e residenti di Porta Nuova che non hanno preso bene la decisione dell’arcidiocesi, guidata dall’arcivescovo Tommaso Valentinetti, di organizzare per il Venerdì Santo una via Crucis da piazza Sacro Cuore a Piazza Salotto, passando per corso Umberto, al posto della processione che i pescaresi hanno sempre visto sfilare fino alla cattedrale di San Cetteo, attraversando il centro. Una scelta spiegata dal parroco della cattedrale, don Francesco Santuccione, come «una cosa nuova, per far partecipare tutti e far ascoltare a tutti le riflessioni, i canti e le preghiere, senza sminuire quello che si è fatto negli anni passati. Un evento più sinodale, bello e partecipato, da vivere».
Masci, che nelle ultime ore si è messo in contatto con Valentinetti, dice di aver «percepito lo sconcerto dei fedeli» rispetto a un appuntamento che si tramandava di anno in anno, diventando «una tradizione consolidata che i pescaresi sono abituati a vivere e ormai fa parte della città. E questo è un aspetto bello della religione. Ogni rito religioso diventa un rito della comunità per cui hanno manifestato sconcerto rispetto a questo cambiamento». Ma, detto ciò, Masci, invita tutti a vivere l’appuntamento del Venerdì Santo «come un momento di fede» visto che «la religione è fede. Il vescovo», riflette il sindaco, «ha attuato il precetto del Papa, l’invito a una preghiera più sentita, attraverso le fermate della Via Crucis che richiede un percorso più breve. Una preghiera più profonda, mettendo a fuoco il vero significato che il Papa dà al Venerdì Santo» nel segno della «preghiera e della concentrazione sulla Via Crucis», conclude il sindaco facendo anche notare che «il Santo Padre e la chiesa ci hanno abituati al cambiamento». Ma poi «non è detto che rimarrà sempre così, non è detto che non si torni alla processione», osserva Masci.
Di sicuro il programma resterà quello che è, venerdì 7 aprile alle 19.30, per la Via Crucis dal Santuario della Divina Misericordia a piazza Salotto. Ha sollecitato un dietrofront l’assessore al Commercio Alfredo Cremonese che ha scritto una lettera a Valentinetti per chiedere di «ristabilire il percorso originario» tenendo conto delle «aspettative dei devoti che, facendo ala al sacro corteo della Via Crucis, potranno raccogliersi in preghiera e in meditazione nei luoghi di origine e al centro della loro vita di cristiani e di cittadini», ha evidenziato Cremonese. Alla base di questa sollecitazione c’è la riflessione che «quest’anno i pescaresi assisteranno a una processione diversa da quella a cui erano abituati secondo una tradizione radicata e condivisa che esprime non solo la fede della comunità ma altresì un carattere identitario e culturale», scrive l’assessore. Quella di Cremonese è «un’accorata preghiera» al vescovo con la speranza che «le due anime di Pescara, al di qua e al di là del fiume, siano ancora una volta rinsaldate nella comunanza e nella condivisione della processione a Porta Nuova e nella cattedrale di San Cetteo».

