Processo Grandi eventi, in aula parla la dirigente: «Siamo noi che decidiamo»

La testimone dell’accusa: «Dissi a Di Carlo che quel progetto non era opportuno» Dopo l’udienza di ieri si riprende a settembre. Il pm: così si rischia la prescrizione
PESCARA. Nel processo Grandi eventi sulle presunte tangenti versate per l’organizzazione di manifestazioni e spettacoli tra il 2014 e il 2019, quando l'assessore al ramo al Comune di Pescara era Giacomo Cuzzi, ieri sono stati ascoltati gli ultimi due testi della pubblica accusa rappresentata dal pm Luca Sciarretta. Si tratta di una dirigente e un ex funzionario comunale che non hanno dato però un grosso contributo all’accusa, anzi, potrebbero aver favorito le difese degli otto imputati coinvolti (ieri erano presenti in aula Cuzzi, Simona Di Carlo, Andrea Cipolla, Cristian Summa e Berardinelli, assenti Moreno Di Pietrantonio, Alessandro Michetti e Leila Colucci). La dirigente Emilia Fino ha detto di non essere a conoscenza di rapporti tra l’imprenditore Cristian Summa e l’assessore Di Carlo che chiedeva di velocizzare la definizione dei procedimenti dei progetti dell’imprenditore, e non ha fornito quel supporto che si attendeva la pubblica accusa, tanto che il pm ha più volte fatto delle contestazioni alla teste per rammentarle quello che disse durante la fase delle indagini. La teste ha anche ammesso di non aver mai ricevuto pressioni da Summa, ma solo richieste di informazioni sull’iter della pratica che lo riguardava. E quanto alla Di Carlo, ha parlato solo di un messaggio in dialetto: una sorta di rimprovero non gradito. L’attenzione si è spostata soprattutto sull’ultimo progetto che era stato varato dalla giunta allo scadere della consiliatura, con le elezioni alle porte.
«Su quell'ultimo progetto la Di Carlo», dice il teste, «fece un po’ di pressione, ma credo che non lo abbiamo neppure portato avanti, anche perché così decise il nuovo sindaco. Ero perplessa, perché eravamo alla fine del mandato e quella delibera era stata approvata dalla giunta con una somma superiore alla soglia massima di 40 mila euro. Io, comunque, non l'avrei fatta la determina, perché eravamo oltre soglia, e dissi alla Di Carlo che non era opportuno, ma lei insisteva perché si andasse avanti».
Ma è quando la parola passa alle difese che il teste vacilla proprio sulla questione tecnica di quella delibera che sarebbe stata approvata peraltro con i pareri tecnico-amministrativi favorevoli della stessa dirigente. E poi i difensori hanno anche evidenziato che quel compenso non era sopra soglia in quanto il costo del progetto era di 40 mila euro, ai quali si sommava l’iva che non rientrava nella soglia.
Sta di fatto che durante il controesame, la teste chiarisce due concetti importanti per il processo. «Affidare progetti sempre alla stessa persona secondo me», afferma il teste, «non è il caso, ma non è vietato e se la giunta vuole si fa». E poi ancora: «Gli assessori non possono fare quello che vogliono, sono i dirigenti che firmano le determine e decidono sulla legittimità dell’atto, e quelli firmati erano tutti regolari». Due affermazioni che diventano uno spunto per corroborare la tesi dei difensori che sin dall’inizio del processo sostengono la regolarità degli atti e quindi l’estraneità degli imputati dalle accuse, sottolineando che proprio per quel motivo nessun dirigente è finito sotto processo.
Il collegio ha poi stilato il nuovo calendario per dare il via alla seconda fase del processo, e cioè calendarizzare i testi della difesa che sono oltre un centinaio. E visto che la prima udienza è stata fissata a settembre, il pm Sciarretta ha evidenziato al collegio come ci si stia avvicinando ai due anni del processo, con il pericolo della prescrizione che sta per colpire alcuni dei capi di imputazione. Ma i testi sono tanti e quindi si tornerà in aula l'11 settembre con un’udienza dedicata alle deposizioni degli 8o imputati o di quelli che decideranno di sottoporsi all’interrogatorio. Poi si andrà al 25 settembre con i testi della Di Carlo, il 2 ottobre quelli di Di Pietrantonio, il 9 ottobre quelli di Michetti e Colucci, il 16 quelli di Summa. Poi si deciderà come calendarizzare i testi dei principali imputati e cioè di Cuzzi e dell'imprenditore dello spettacolo Andrea Cipolla.
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