Processo Rigopiano, si ricomincia E arrivano tre consulenze chiave

20 Maggio 2021

Dopo due mesi e mezzo, domani si torna in aula con le difese pronte a depositare nuovi studi tecnici: sull’origine della valanga e la prevedibilità dell’evento, sulla gestione dell’emergenza e dei soccorsi

PESCARA. Dopo una pausa di due mesi e mezzo, dettata anche dall’emergenza Covid che a marzo scorso era ancora pressante, torna in aula domani mattina uno dei procedimenti più delicati e tormentati di questi ultimi anni: quello sulla tragedia di Rigopiano dove, il 18 gennaio del 2017, una valanga spazzò via il resort di lusso facendo ben 29 vittime.
L’udienza preliminare che sta conducendo il giudice Gianluca Sarandrea (circa 250 parti interessate tra imputati, parti civili, parti offese e avvocati) era arrivata al punto in cui il gup aveva annunciato che, se non ci fossero state novità di rilievo, avrebbe dato la parola alla pubblica accusa (rappresentata dai pm Andrea Papalia e Anna Benigni) per iniziare la discussione, a meno di qualche richiesta di rito alternativo che avrebbe comportato una calendarizzazione per poter procedere in parallelo tra chi, eventualmente, dovesse scegliere riti alternativi e chi invece riti ordinari, anche per non rendere incompatibile il giudice. Ma così probabilmente non sarà.
È senza dubbio l’udienza più importante finora tenuta e nella quale si prevede una corposa produzione documentale da parte dello schieramento difensivo. Il primo vero passaggio cruciale delle difese che fino ad ora hanno sempre taciuto, lasciando campo libero soprattutto alle parti civili che non hanno risparmiato richieste, compresa una serie di sequestri conservativi di beni immobili dei vari imputati e anche degli stipendi dei funzionari pubblici, per garantirsi un eventuale risarcimento dei danni. Ci saranno almeno tre consulenze tecniche che verranno depositate, di cui una piuttosto corposa che potrebbe incidere significativamente sul processo, e che riguarda l’aspetto più delicato sull’origine della valanga e la prevedibilità dell’evento. Ma anche una consulenza sulla gestione dell’emergenza da parte dei difensori dell’ex prefetto Francesco Provolo e della dirigente prefettizia Ida De Cesaris. E poi ancora una consulenza da parte di alcuni imputati della Provincia sulla gestione dei soccorsi in relazione, in particolare, all’utilizzo dei mezzi.
Insomma, le difese, che hanno pazientemente atteso questo momento, adesso mettono sul tavolo tutte le loro carte e lo fanno anche in previsione delle richieste di riti abbreviati che si annunciano numerosi. Tecnicamente, se non dovesse esserci nessuna richiesta di termini per esaminare questa enorme mole di documenti che verranno depositati, si potrebbe anche arrivare alla formalizzazione delle richieste di riti alternativi. Ma questa sembra una eventualità piuttosto lontana. Anche la procura vorrà visionare le carte che depositerà il collegio difensivo, così come le parti civili costituite. Nel qual caso, il giudice dovrà aggiornare l’udienza e dare un giusto lasso di tempo alle parti interessate per esaminare i documenti e semmai discuterne. Si diceva delle richieste di abbreviato che sembrano crescere sempre di più anche se in maniera ufficiosa. Definire il procedimento allo stato degli atti potrebbe essere la soluzione conveniente per la quasi totalità dei 30 imputati (tra quelli che figurano nel procedimento madre sul disastro e la morte dei 29 ospiti della struttura e quelli inseriti sul depistaggio che riguarda soltanto i prefettizi, procedimenti che vennero riuniti nel corso delle udienze precedenti). Depositare così tanti documenti, come ha fatto anche la difesa del sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, la prima a depositare consulenze importanti e soprattutto indagini difensive, non avrebbe senso se non finalizzato a chiudere la vicenda davanti al gup con il rito abbreviato.
Si preannuncia dunque una udienza molto interessante quella di domani, uno snodo importante che permetterà di entrare davvero nel vivo del procedimento. Tutto questo, senza contare qualche ulteriore iniziativa delle parti civili, fino ad oggi quelle più attive dal punto di vista della produzione di istanza di vario genere. Una udienza che sarà propedeutica alla discussione della pubblica accusa che a questo punto potrebbe slittare alla successiva udienza.
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