Processo Rigopiano, stamattina udienza lampo prima della pausa
Nuova udienza preliminare questa mattina per il procedimento sul disastro dell'hotel Rigopiano dove persero la vita 29 persone per una valanga che distrusse il resort il 18 gennaio del 2017. L’udienza...
Nuova udienza preliminare questa mattina per il procedimento sul disastro dell'hotel Rigopiano dove persero la vita 29 persone per una valanga che distrusse il resort il 18 gennaio del 2017. L’udienza dovrebbe essere estremamente breve, complice l'emergenza Covid in corso, anche se le misure adottate finora dovrebbero garantire il rispetto del distanziamento. Il rinvio fatto all’ultima udienza era finalizzato solo all'affidamento dell'incarico peritale a un esperto che dovrà procedere alla trascrizione delle intercettazioni telefoniche autorizzate dal giudice: sono solo quelle che riguardano il filone del depistaggio, mentre per quelle relative al procedimento madre sul disastro c'è stata la dichiarazione di inutilizzabilità da parte del Gup che ha accolto l’eccezione di parte del collegio difensivo. E proprio in vista di questo unico passaggio tecnico, e in considerazione della crisi emergenziale ancora in corso, la presenza degli avvocati dovrebbe essere di molto ridotta: almeno per quelli della difesa che saranno presenti in pochi, con deleghe, per evitare problemi Covid. Qualcuno di loro, nella precedente udienza, aveva peraltro sollevato questo problema sostenendo che, anche se dislocati in quattro aule, il numero delle persone presenti sarebbe stato comunque troppo alto. Dunque dopo l’affidamento dell’incarico bisognerà solo stabilire la data della prossima udienza che, molto probabilmente, visto che la fine della fase emergenziale in tribunale è stata fissata al 31 gennaio, potrebbe slittare a febbraio. Nei prossimi giorni, invece, dovrebbe venire depositata la decisione del tribunale del Riesame che mercoledì scorso ha esaminato la richiesta di annullamento del sequestro conservativo degli stipendi disposto per tre dei 30 imputati: l'ex prefetto Francesco Provolo, Carlo Visca e Sabatino Belmaggio. (m.cir.)

