Prof assolta: era accusata di abusi su un’allieva

PESCARA. Per oltre due anni una insegnante di 38 anni di un istituto secondario del pescarese è stata sotto inchiesta con la pesante accusa di aver abusato di una sua allieva di quindici anni: di...
PESCARA. Per oltre due anni una insegnante di 38 anni di un istituto secondario del pescarese è stata sotto inchiesta con la pesante accusa di aver abusato di una sua allieva di quindici anni: di aver avuto un rapporto sentimentale con quella ragazza. Ma il giudice dell’udienza preliminare, Francesco Marino, ha scritto la parola fine su questa vicenda, giudicando l’imputata con il rito abbreviato e sentenziando la sua assoluzione con la formula piena, perché “il fatto non sussiste”.
La pubblica accusa aveva chiesto il processo per questa insegnante di educazione fisica, accusandola di essersi «lasciata andare ad effusioni sentimentali con l’allieva... con una minorenne che non aveva compiuto i sedici anni»: minore che le era stata «affidata per ragioni di istruzione e custodia».
Una storia che sarebbe venuta alla luce grazie al padre della ragazza che riuscì a entrare in possesso del cellulare della figlia, in quanto aveva notato comportamenti strani della ragazza. Ed è proprio da quel cellulare che vennero fuori messaggi equivoci tra la ragazza e l’insegnante che, anche al di fuori della scuola, svolgeva allenamenti in una disciplina alla quale la ragazza si era improvvisamente avvicinata. Messaggi che venivano scambiati soprattutto dopo la mezzanotte: «Sei l'unico motivo per cui io sono ancora qui, credimi», dice la ragazza all'insegnante, «sennò già sarei scappata lontano senza dare conto a nessuno». E l’imputata le rispondeva «scappiamo insieme». E ancora la ragazza: «Non vedo l’ora che arrivi domani, così ho l’onore di subire violenza da... la prof più bona della scuola, nonché la mia donna».
Ma l'istruttoria tenuta dal giudice, che ha ascoltato anche la psicologa e l'assistente sociale della scuola, avrebbe permesso di sollevare dubbi su quanto sostenuto dalla ragazza. Compreso su quando avesse avuto rapporti con l'insegnante: date e ore in cui è stato provato che l'insegnante era altrove. Ma anche le dichiarazioni della stessa assistente sociale che aveva sentito la ragazza una sola volta e che le aveva parlato di problemi in famiglia. E l’assistente sociale aveva consigliato all’insegnante di mandare la ragazza a colloquio con la psicologa, in quanto spesso le ragazze vedono le insegnanti come punto di riferimento, hanno magari delle infatuazioni per cui è bene mantenere certe distanze, senza però abbandonarle: infatuazioni che portano magari a mentire. E così fece l'insegnante. La procura, comunque, fece una accurata istruttoria, ascoltando anche la ragazza nel corso di un incidente probatorio protetto, oltre ad affidare a un esperto informatico l’incarico di esaminare tutto ciò che conteneva quel cellulare. Alla fine di tutto, però, è venuta fuori la decisione del giudice che ha assolto con formula piena l'insegnante da ogni accusa di violenza sessuale nei confronti dell'allieva minorenne.

