Profughi: 119 alberghi daranno l’accoglienza con novemila camere

Chiuso il bando della Regione, il Teramano al primo posto E centinaia di famiglie danno la disponibilità della loro casa
Centinaia di famiglie pronte ad accogliere in casa i profughi ucraini, anche e soprattutto i bambini. Mentre sono almeno 119 gli operatori turistici che hanno aperto le porte dei loro alberghi, mettendo a disposizione circa novemila camere. Così l’Abruzzo risponde in massa alla chiamata della Regione per disegnare la rete di accoglienza che dovrà fronteggiare le grandi ondate di rifugiati attese nelle prossime settimane.
Centinaia di case
«La risposta degli abruzzesi è stata enorme: una manifestazione di solidarietà molto forte e commovente». Così Maria Concetta Falivene, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Abruzzo, commenta la grande quantità di email ricevute dopo la pubblicazione dell’avviso per individuare “la disponibilità di nuclei familiari residenti in Abruzzo all’accoglienza temporanea di famiglie con minori o minori non accompagnati in fuga dalle zone del conflitto dell’Ucraina, e di messa a disposizione di alloggi”. Continua la Garante: «Una grande risposta che avevamo già visto all’arrivo dei profughi afgani nei mesi scorsi e che ora si sta confermando. Trovo meravigliose, in particolare, le e-mail ricevute da coppie anziane che hanno in casa stanze libere lasciate dai figli adulti e vogliono metterle a disposizione di bimbi e famiglie ucraine: mostrano che c’è voglia di interfacciarsi tra diverse generazioni, oltre che diverse culture e lingue». Falivene ricorda come la raccolta di disponibilità non sia per adozioni o affidi, ma per l’accoglienza temporanea. L’iniziativa è pensata quindi anche per contrastare possibili fenomeni di tratta, traffico e sfruttamento. L’avviso, pensato per realizzare una ricognizione delle disponibilità in collaborazione con il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, l’assessore al Sociale Pietro Quaresimale e le istituzioni ecclesiastiche, servirà a supportare l’attività delle prefetture e del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila che hanno il compito di decidere se e dove destinare i profughi. Il primo elenco di famiglie disponibili sarà inviato oggi alle autorità competenti, ma si continua a raccogliere candidature. L’Avviso è consultabile all’indirizzo web www.consiglio.regione.abruzzo.it/avvisi/accoglienza-temporanea.
40 MEDIATORI
Lo stesso avviso serve anche per formare un elenco di mediatori linguistici e culturali disponibili a impegnarsi in maniera volontaria per supportare l’integrazione dei profughi. «Anche in questo caso la risposta è stata importante», spiega la Garante, «in Abruzzo sono circa 40 le persone che si sono messe a disposizione come mediatori. Tra loro anche tanti ucraini già integrati in regione, che possono favorire la comunicazione con chi arriva e non parla l’italiano. Stiamo componendo un elenco permanente di queste figure, che potrebbero avere un ruolo in diversi ambiti dell’accoglienza, compreso quello scolastico».
119 ALBERGHI
Ma nei giorni scorsi la Regione ha anche pubblicato un avviso per individuare le strutture ricettive – dagli alberghi ai campeggi, passando per le case vacanze – disponibili ad accogliere i profughi ucraini. Ci si aspettano, infatti, fino a diecimila ucraini.
Il bando è scaduto ieri sera, la Regione tirerà oggi le somme, ma l’obiettivo sembra già essere stato raggiunto: fino a venerdì, infatti, secondo i dati della Protezione civile abruzzese era già pervenuta la disponibilità di 119 strutture ricettive, per un totale di quasi novemila camere. Una risposta importante, quindi, che sembra coinvolgere soprattutto il Teramano: da qui hanno risposto almeno 79 strutture ricettive, cioè due terzi di tutte le disponibilità abruzzesi pervenute.
POCHI CENTRI DI ACCOGLIENZA
La necessità di trovare e alloggi disponibili per i profughi in arrivo in massa dall’Ucraina è dovuto anche alla carenza di posti letto nei centri di accoglienza Cas abruzzesi. Secondo il dato della Protezione civile abruzzese aggiornato a sabato sera, infatti, nei centri Cas in regione possono essere ospitati solo altri 51 rifugiati: 25 nel Chietino, 11 nel Teramano, 10 nell’Aquilano e 5 nel Pescarese.

