Profughi a Li Vasse, la paura scorre su Fb

San Giovanni Teatino, 20 rifugiati accolti in uno stabile dell’ex sindaco Caldarelli: «Ne sono orgoglioso»
SAN GIOVANNI TEATINO. Sono arrivati da una settimana gli “uomini neri”, non si sa con precisione nemmeno quanti siano, e finora non se n'era accorto nessuno tanto se ne stanno appartati. Eppure, non appena si è sparsa la voce che qualcuno li ha visti passeggiare, si è scatenato un pandemonio, innescato su Facebook da residenti che si dicono straconvinti che San Giovanni e la sua popolazione piomberanno nel degrado, tra «sporcizia e malattie».
C'è anche chi è terrorizzato per aver sentito dire che gli stranieri sarebbero 200 e che vanno anche al bar a prendersi un caffè o una birra. Ignari protagonisti delle paure che stanno dilagando a Sambuceto sono 20, forse 25, profughi di guerra ospitati in un ostello della gioventù nel polo industriale, in via Salara, zona conosciuta come Li Vasse. Il centro d'accoglienza è in uno stabile della famiglia di Verino Caldarelli, dove l'ex sindaco aveva fino a non molto tempo fa il suo studio di commercialista. L'edificio, vicino allo svincolo dell'asse attrezzato e al ponte di collegamento con Santa Teresa di Spoltore, è stato trasformato in struttura ricettiva, con 25 posti. Diventato ostello, il fabbricato è stato affittato all'Arci di Pescara, che l'ha messo a disposizione della Prefettura per dare ospitalità ai profughi.
I rifugiati sono stati accolti in via Salara una settimana fa, ma si è saputo solo nelle ultime ore per il post su Facebook di un anonimo “Cittadino di Sambuceto” che chiedeva conferma della presenza straniera a Li Vasse. Pure il sindaco Marinucci, che come sta capitando a tutti i sindaci non era stato preventivamente messo al corrente dell'arrivo dei profughi sul suo territorio, si trova alle prese con segnalazioni e proteste di residenti che riferiscono di «uomini neri» a passeggio per via Salara senza poliziotti al seguito. Oggi, alle 10.30, Marinucci incontrerà il responsabile dell'Arci per approfondimenti sulla gestione immigrati. Per niente scalfito dalle polemiche Caldarelli: «Non mi meraviglia lo scarso livello di tante persone di questo paese. C'è cattiveria e qualcuno pensa di attaccarmi, ma non mi sposta. Non si sta facendo niente di irregolare. L'edificio è a norma, controllato da tutti gli enti e le autorità preposte. Ci vado spesso a prendere la posta e la situazione è tranquilla. Difficile pure accorgersi che ci sono quei poveri sfortunati. L'accoglienza è un problema che ormai tocca tutti, non possiamo far finta che riguardi solo il Comune vicino. Orgoglioso di aver messo a disposizione una struttura idonea».
Gabriella Di Lorito
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