Profughi, è controesodo: più ripartenze che arrivi

«Soltanto dalla città di Pescara vanno via almeno in 50 ogni settimana» Il numero dei rifugiati continua a crescere negli alberghi del Teramano
PESCARA. «I profughi che se ne vanno dall’Abruzzo e tornano a casa in Ucraina ora sono più di quelli che arrivano». Lo dicono Carlo Sanvitale e Mayya Chupriy, moglie e marito che rappresentano un punto di riferimento per gli ucraini in regione, confermando quello che è un trend nazionale ed europeo: è almeno di un milione, infatti, il numero di profughi che ha fatto ritorno nel paese invaso dalla Russia negli ultimi giorni. Tornano a casa sopratutto quelli che vivono nella parte Ovest dell’Ucraina – ora meno interessata dal conflitto – e, in special modo, quelli che qui in Italia e in Abruzzo sono stati accolti da connazionali già integrati. Anche perché molti di loro non hanno più soldi: il primo vero contributo economico per i profughi ucraini che hanno trovato casa autonomamente – quello da 300 euro al mese per cui sono state attivate da poco le richieste – arriverà soltanto a giugno.
Nel frattempo, però, nonostante le ripartenze, il bollettino della Protezione civile regionale continua a segnalare una crescita nel numero dei profughi ucraini identificati in Abruzzo: ora sono 6.756. Ma l’aumento si vede quasi esclusivamente nel Teramano e nei suoi tanti alberghi che si sono offerti per l’ospitalità.
LE RIPARTENZE
«I pullman che vanno verso l’Ucraina sono sempre pieni, è difficile trovare un posto libero. Solo da Pescara ripartono almeno 10 o 15 persone con ogni pullman, cioè tre volte alla settimana», spiegano Sanvitale e Chupriy, responsabili abruzzesi dell’associazione culturale cristiana italo-ucraina, «a ripartire è chi vive nell’Ovest del Paese invaso, soprattutto a Leopoli. Persone che hanno lasciato tutto all’improvviso: casa, lavoro, mariti e genitori, la scuola per i figli. Vogliono anche tornare per far rinascere l’Ucraina: prima della guerra il Paese stava vivendo uno sviluppo importante economico e sociale. Molti di quelli che sono ripartiti non hanno nemmeno fatto richiesta per il permesso di soggiorno in Italia. Volevano tornare a casa appena possibile, senza impelagarsi nella nostra burocrazia. Ora che il fronte della guerra si è spostato a Est, loro se ne vanno».
GLI ARRIVI
«All’opposto, i pullman che arrivano dall’Ucraina da alcuni giorni sono praticamente vuoti o quasi: la tendenza si è invertita, il segnale è chiarissimo visto da Pescara, ma anche da quello che ci riferiscono i rappresentanti nazionali della nostra associazione», continuano Sanvitale e Chupriy.
Questo, anche se l’ultimo bollettino della Protezione civile regionale mostra ancora una crescita negli arrivi, seppur ridimensionata rispetto alle ultime settimane: ieri 60 ucraini identificati, ora sono 6.756 quelli accolti in Abruzzo. Cresce rapidamente soprattutto il numero dei profughi ospitati negli alberghi, che ha raggiunto quota 3.458. Il numero degli ucraini accolti negli alloggi extra Cas – quindi prevalentemente a casa di italiani o connazionali già integrati in Abruzzo, amici o parenti – sono invece 3.084. La maggior parte di loro, avendo trovato una sistemazione in maniera autonoma, potrebbe aver diritto al contributo per il sostentamento di 300 euro al mese per 90 giorni. Sono solo 214 quelli accolti nei tradizionali centri di accoglienza Cas.
Tra le province abruzzesi, in testa e ancora in forte crescita nei numeri c’è ancora il Teramano, che ne ha accolti 3.226, in larga parte – 2.678 – proprio nelle strutture alberghiere. A seguire il Pescarese con 1.517 ucraini ospitati, poi l’Aquilano con 1.046 e il Chietino con 967.
IL CONTRIBUTO DI 300 EURO
«Chi è arrivato finora, in larga parte aveva parenti o amici connazionali pronti ad ospitarli. Non sono persone ricche e non hanno praticamente nulla dietro: noi li stiamo aiutando ancora, insieme a tante associazioni. Ma il contributo economico di 300 euro, quando arriverà, sarà fondamentale per loro», continuano i due rappresentanti regionali dell’associazione culturale cristiana italo-ucraina.
Secondo i dati della Protezione civile nazionale, sono 561 le famiglie ucraine in Abruzzo che hanno già richiesto il contributo di 300 euro al mese per 90 giorni (150 euro per ogni minore), che sarà erogato da giungo. Le richieste tramite la piattaforma online contributo-emergenzaucraina.protezionecivile.gov.it. Per avere diritto al contributo bisogna aver presentato domanda di permesso di soggiorno per protezione temporanea e non essere stati accolti in strutture del sistema pubblico di accoglienza dei profughi. (l.t.)

