Profumi falsificati, scovato il magazzino

La Finanza sequestra mille articoli di lusso: sarebbero stati spacciati per veri e venduti sui social. Denunciato un uomo
FRANCAVILLA. Oltre mille articoli contraffatti, pronti per essere venduti sui social, sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza di Chieti a un uomo di Francavilla, dopo un controllo nella sua abitazione. L’attività dei militari, guidati dal comandante provinciale Michele Iadarola e coordinati dalla Procura della Repubblica di Chieti, ha preso spunto dall’individuazione di un notevole e anomalo flusso di spedizioni: tutta merce destinata a casa dell’uomo. In particolare, è stato intercettato un carico contenente 100 Airpods (auricolari) contraffatti, con tanto di marchio Apple, il che ha insospettito i finanzieri, facendo scattare la perquisizione che ha consentito alle Fiamme gialle di rinvenire un magazzino di prodotti contraffatti, tutti di lusso. Complessivamente in casa c’erano circa mille articoli di cosmesi e profumi, con marchi e loghi (falsificati) delle più note griffe. In base alle indagini dei finanzieri, la merce sarebbe stata poi venduta attraverso canali social, come Telegram o Facebook, ad acquirenti disposti a spendere notevoli somme di denaro, convinti di acquistare prodotti originali fuori dal circuito commerciale fisico.
«La produzione e la commercializzazione di prodotti contraffatti determinano significative perdite di gettito fiscale», commenta il colonnello Iadarola. Che aggiunge: «Non vanno dimenticati, poi, i rischi per la sicurezza del consumatore, per via della possibile presenza di materiale vietato per legge e altamente dannoso» per chi usa questi articoli.
L’uomo che custodiva in casa il magazzino di merce contraffatta è stato denunciato per avere introdotto nello Stato e commercializzato prodotti falsi (reato punito con la reclusione da 1 a 4 anni e con la multa da 3.500 a 35mila euro, sia per il reato di ricettazione (punito con la reclusione da 2 a 8 anni e con una multa che può andare da un minimo di 516 euro a un massimo di oltre 10mila euro).
L’operazione anti-contraffazione, che mira come tutte le altre in questo campo a tutelare il made in Italy, ha visto in campo il personale della tenenza di Ortona.

