Progetto anti-alluvione, Sospiri rilancia
Dopo lo stop al comitato Via, il consigliere chiede indennizzi per Comuni e proprietari dei siti sul fiume
ROSCIANO. Dopo lo stop imposto dal Comitato Via alle opere di realizzazione delle vasche di espansione sul Pescara, il consigliere regionale di Forza Italia, Lorenzo Sospiri, torna a rivendicare il proprio ruolo in Consiglio regionale.
Si oppose al progetto, quattro mesi fa, per chiedere la regolarizzazione dei rapporti con 170 proprietari terrieri, i quali, a loro dire, sarebbero danneggiati dalle opere. Ci saranno infatti siti privati da occupare con vasche di raccolta, argini artificiali e altre infrastrutture. In caso di esondazione, i terreni sarebbero allagati, su proprietà che ricadono nei territori dei Comuni di Rosciano, Manoppello, Chieti e Cepagatti. La funzione delle vasche infatti è quella di accumulare acqua in caso di portate di piena per ridurre il rischio di esondazione, limitandola alla probabilità che l'evento possa verificarsi nell'arco di 50 anni.
In questa prospettiva non sarà necessario procedere a espropri, procedura che comporterebbe un blocco del progetto con il rischio di perdere i 54 milioni di euro del finanziamento, ma che ci si possa limitare a imporre una servitù di allagamento. «Ho fatto approvare due emendamenti alla legge» dice Sospiri «per garantire un indennizzo ai cittadini e ai Comuni (Rosciano e Cepagatti) che non hanno cementificato gli argini come Manoppello e Spoltore, né hanno realizzato interventi folli come Pescara con la diga foranea: il primo, prevede un ristoro che dal 40% del prezzo di mercato al 75, a seconda se i terreni ospiteranno la vasca, l'argine o una strada di accesso. Con il secondo, i Comuni virtuosi, come Rosciano e Cepagatti, avranno un ristoro consistente nella realizzazione di opere di mitigazione delle criticità idrauliche, idrogeologiche e ambientali». (w.te.)
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