Progetto per riaprire camere e piscina dell’hotel dei Vestini

3 Marzo 2020

La proposta del tour operator Wolftour inoltrata al Comune Il direttore Stroveglia: «La città ha bisogno di un albergo»

PENNE. Il futuro turistico Penne passa, per forza di cose, attraverso una struttura alberghiera di primo livello. Il capoluogo vestino è senza albergo dal 2009. L’hotel dei Vestini, l’unica struttura alberghiera che Penne abbia mai avuto, è chiuso dal 2009, da quando la società che ne aveva la gestione, la Hotel Service srl, è andata fallita.
Una struttura da 53 camere, 107 posti letto, uno spazio verde con piscina e una superficie di oltre 4 mila metri quadrati tra saloni, hall, ristoranti, camere e servizi annessi. A gennaio 2014 la struttura è stata venduta al 14°tentativo di vendita al ribasso dal curatore fallimentare Dino Norscia, al prezzo di 650 mila euro. Ma, da allora, l’attività alberghiera non è comunque ripartita.
Ai nuovi proprietari della struttura a più riprese sono arrivate proposte ed idee per riavviare una gestione, ma tutte le iniziative non sono state accolte favorevolmente. La certezza è che Penne è senza un hotel capace di ospitare un flusso considerevole di turisti. Le conseguenze, le spiega Antonio Stroveglia, direttore tecnico del tour operator Wolftour che in questi mesi ha avanzato idee e proposte concrete per poter riaprire l’hotel dei Vestini. «L'assenza di una struttura ricettiva alberghiera nell'alta valle del Tavo ha determinato un ulteriore indebolimento della proposta turistica attuale e potenziale. In questi anni», sottolinea Stroveglia, «abbiamo più volte sollecitato la riapertura dell'hotel dei Vestini, purtroppo senza successo. La nostra non era una semplice richiesta: ci siamo messi in gioco in prima persona, mettendo insieme idee, imprenditori e soluzioni concrete. Negli ultimi mesi abbiamo partecipato a degli incontri per parlare di un nostro coinvolgimento in una ipotetica nuova apertura. Ci siamo rimessi in gioco di nuovo», continua Stroveglia, «abbiamo monitorato tutte le opportunità di finanziamento e siamo arrivati a mettere sul tavolo una proposta concreta: la riapertura del piano via Caselli, con camere, sale meeting, angolo bar e uffici. Inoltre abbiamo manifestato interesse a seguire il progetto anche nelle sue fasi sugli altri livelli, e abbiamo manifestato interesse all'area piscina e giardino per l’estate».
Penne, in base agli ultimi dati Istat, conta su 22 esercizi ricettivi per 260 posti letto totale. Tutte le attività sono extra alberghiere: 11 agriturismi (137 posti letto), un ostello della gioventù (61 posti letto) e 10 B&b (62 posti letto). In più, ci sono 14 case ad uso-affitto turistico (per periodi brevi) per altri 100 posti circa e un campeggio a Roccafinadamo.
La proposta di Wolftour per far ripartire quantomeno un porzione dell’hotel dei Vestini è stata comunicata al Comune di Penne, alle associazioni di categoria, e a chi si sta gestendo il flusso d’informazioni verso la proprietà. «Senza una struttura alberghiera, anche la ricettività extra alberghiera va in sofferenza, questo aspetto deve essere chiaro per tutti», incalza Stroveglia. «Viviamo in un territorio ad alto potenziale, ma senza vocazione turistica. È un passaggio culturale che va inseguito da tutti, e per farlo servono buone prassi, progetti cantierabili, persone capaci. Penne ha uno dei centri storici più belli in Abruzzo, la zona del Duomo. Anche lì, però, mancano servizi, un bar, vediamo se qualche giovane si mette in gioco», conclude.
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