Pronti a ripartire i centri estivi Dimenticati i bimbi sotto i 3 anni

22 Maggio 2020

In città ci sono venti nidi privati con trenta ospiti ciascuno, fermi fino a settembre e senza sostegno Via libera ai campus: operatori in base al numero degli iscritti e divieto di portare prodotti da casa

PESCARA. Niente fase 2 per i bimbi sotto i tre anni. Con il decreto dello scorso 17 maggio, il governo Conte ha aggiunto nuovi tasselli nel puzzle della ripartenza. Anche in tema di infanzia, lasciando però in sospeso i servizi educativi e ricreativi per i bambini dai 0 ai 3 anni. Il provvedimento ha dato il via libera da lunedì scorso alla realizzazione di attività per bimbi sopra i 3 anni in parchi e giardini, e da giugno ai centri estivi per la stessa fascia d’età.
«Per l’ennesima volta», spiega Stefania Saponaro, presidente di Finesi, la Federazione italiana nidi e scuole dell'infanzia, «il Governo ha dimenticato completamente i nidi». A Pescara, secondo i dati della Finesi, insistono circa 20 strutture private per bambini con meno di 3 anni, frequentate da 30 piccoli per nido, alle quali si aggiungono le 6 comunali. Dallo scorso 4 marzo, i centri per l’infanzia sono fermi e il futuro al momento è ancora buio. «Non abbiamo avuto dal Governo centrale», specifica la Saponaro, «alcuna misura di sostegno. Ci sono venuti incontro con il credito di imposta del 60 per cento sugli affitti, ma è evidente che non è sufficiente, perché parliamo di strutture ferme da marzo, che riapriranno a settembre, con sei mesi di forzata chiusura. La cassa integrazione coprirà sia i nidi sia le materne, fino a metà giugno, escludendo luglio e agosto, e ripartirà a settembre, quando dovremmo riaprire e reintegrare i dipendenti».
La Federazione ha avviato un dialogo con la Regione Abruzzo, che «si sta dimostrando aperta alle nostre posizioni ed è al lavoro su un provvedimento che dovrebbe contenere misure economiche», chiarisce la Saponaro. Più rosea la situazione per quelle attività rivolte ai bimbi dai tre anni in su che, alla luce delle linee guida contenute nel decreto, si stanno riorganizzando per offrire un’opportunità alle tante famiglie che devono giostrarsi tra il lavoro e la gestione dei piccoli.
Come sempre distanziamento, contingentamento numerico e igienizzazione sono i principi base. Le indicazioni inserite nel protocollo allegato al Dpcm stabiliscono un nuovo rapporto numerico tra operatori e bambini, graduato in base all’età: si parla di un operatore ogni cinque bambini per i piccoli tra i 3 e i 5 anni; uno ogni sette per quelli dai 6 agli 11 anni; e un adulto ogni dieci per gli adolescenti dai 12 ai 17 anni. Ci sono poi le accortezze legate ai triage in accoglienza, alle modalità di accompagnamento e ritiro dei bambini e ai progetti dei servizi. Su questa scia si sta organizzando il centro culturale Officina Time, presieduto da Antonella Corneli che da giugno allestirà il Montessori Camp nel parco Villa de Riseis. «Lavoreremo con un massimo di trenta bambini dai 5 ai 12 anni, creando mini gruppi, secondo i rapporti operatore-bambino contenuti nelle linee guida», spiega la presidente. Tutti gli adempimenti per il Covid saranno rispettati, a cominciare dall’area triage all’ingresso e il bagno riservato ai soli partecipanti. Banditi accessori o prodotti portati da casa, che siano creme solari, giochi, borracce o il pasto. Ogni necessità verrà fornita nel campus per evitare promiscuità.
«Sarà un campus green», prosegue la Corneli «e quindi la cornice del parco si conferma perfetta per le nostre attività. I bambini vengono da un lungo periodo di privazioni sociali, del gioco, dei compagni, quindi il primo obiettivo è di ridare loro una serenità giocosa. I bambini», conclude la presidente, «hanno bisogno di routine e normalità e inoltre, in previsione del nuovo anno scolastico, devono abituarsi alla logica del piccolo gruppo».
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