Pronti mille chilometri di sentieri ferrati sul Gran Sasso
L’AQUILA. Oltre mille chilometri di sentieri, di cui 400 a bassa quota e 608 a media e alta quota con ferrate; 2 milioni e mezzo l’investimento complessivo; 26 Comuni coinvolti tra le province dell’Aq...
L’AQUILA. Oltre mille chilometri di sentieri, di cui 400 a bassa quota e 608 a media e alta quota con ferrate; 2 milioni e mezzo l’investimento complessivo; 26 Comuni coinvolti tra le province dell’Aquila, Teramo e Pescara; 300 mila euro previsti per il piano marketing.
Sono i numeri del progetto già concluso per il 90% cento e che permetterà alle migliaia di appassionati della montagna di poter andare sul Gran Sasso in sicurezza lungo le cosiddette ferrate, i sentieri che il Parco nazionale Gran Sasso-Laga ha attrezzato con una spesa di 2,5 milioni, finanziati dai fondi Fas della Regione Abruzzo, sul progetto del Parco. E tutto questo consentirà di far gestire la montagna del Gran Sasso, la cima più alta dell’Appennino, dai «professionisti della montagna», cioè dagli «accompagnatori di media montagna» e dalle «guide alpine» (roccia e ghiacciai).
«È stato realizzato gran parte del progetto e sarà terminato prima dell’estate 2018, perché lavorare d’inverno in montagna è difficile», spiega il vice presidente della Regione, Giovanni Lolli, che ieri mattina a Palazzo Silone ha presentato la nuova struttura («la prima in tutto il Centro Sud, ma forse anche in Italia») che permette di andare in montagna in sicurezza. Con lui il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, il presidente del Collegio regionale delle Guide alpine, Agostino Cittadini, il presidente del Cai Abruzzo, Gaetano Falcone, e in rappresentanza del Parco, il curatore del progetto, l’ingegnere Alfonso Calzolaio. Proprio quest’ultimo illustra i dati tecnici e i numeri dell’opera, a cura di un’impresa abruzzese, il Consorzio Stabile Tottea, di Carmine Moretti e Renato Persia, di Teramo. «Siamo intervenuti su 608 chilometri di sentieri a media e alta quota, con 1,5 milioni di euro appaltati dal Parco», precisa Calzolaio, «325 chilometri sul Gran Sasso (finiti al 90%), 202 sulla Laga (completati) e 81 sul sentiero Italia (completati). E 400 a bassa quota per un milione di euro, appaltati da Castel del Monte. Stiamo disponendo anche la segnaletica. Il collaudo ci sarà la prossima settimana».
L’opera, che consiste nel “ferrare” i sentieri con funi metalliche, scale, passamani agganciati alle rocce, tutto di ultima generazione, è finanziata dalla legge Reasta «e completa anche il grande lavoro che stiamo portando avanti col Parco e i Comuni per la messa in sicurezza dalle slavine, dove si sta installando il nuovissimo sistema Obelix».
«Siamo stati bravi a stimolare la progettualità», è il pensiero di Pietrucci, «ci lamentiamo sempre che i soldi vanno di più sulla costa, ma lì c’è più fermento. Ora stiamo stimolando anche i giovani a investire sul turismo nelle nostre montagne, in particolare il Gran Sasso con le tre province». Infatti, ci saranno finanziamenti, come annuncia Lolli, anche per i casolari da recuperare. E Lolli ricorda anche «i 22 milioni stanziati per la pista ciclabile da Campotosto alla Valle Subequana».
«Finalmente possiamo dire che il Gran Sasso viene gestito dai professionisti della montagna», sottolinea Cittadini. Le Guide alpine hanno regalato alla Regione un video realizzato da Enzo Testa e Antonio Massena.
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