Pronto il “decreto ponte” Soluzione per le popolari

10 Dicembre 2016

ROMA. Salvare, se necessario, il Monte dei Paschi. Ma anche sistemare la questione dei contributi dati dalle banche al Fondo di risoluzione, che avranno bisogno a breve di essere integrati e...

ROMA. Salvare, se necessario, il Monte dei Paschi. Ma anche sistemare la questione dei contributi dati dalle banche al Fondo di risoluzione, che avranno bisogno a breve di essere integrati e consentire l’utilizzo delle Dta anche al credito cooperativo. È «sostanzialmente pronto» come confermano anche da Palazzo Chigi, il nuovo decreto banche che dovrebbe includere anche una “soluzione-ponte” per le banche popolari, visto che sulla riforma pende un doppio giudizio della Consulta. Il provvedimento sarà adottato solo se necessario e sembra escluso che possa arrivare già nel fine settimana, anche per ragioni legate alla crisi politica.

Paracadute per Mps. Per Mps una delle ipotesi è quella di un intervento da fare in due step, ma solo se dovesse fallire l’aumento di capitale sul mercato. Lo Stato in prima battuta si farebbe garante di ultima istanza per l’aumento di capitale di Mps per l’acquisto dell’inoptato. Se in effetti l’operazione di mercato dovesse fallire a quel punto si materializzerebbe l’intervento pubblico che andrebbe dispiegato seguendo la procedura europea, che prevede il coinvolgimento di azionisti e obbligazionisti per rispettare le regole sugli aiuti di Stato. Il testo del decreto legge conterrebbe quindi un generico riferimento a «strumenti» di intervento, da dettagliare in seguito. Tra i meccanismi allo studio per ridurre al minimo il coinvolgimento dei piccoli investitori ci sarebbe quella del riacquisto da parte del Tesoro dei bond subordinati da convertire in azioni. Operazione che potrebbe costare allo Stato tra i 3 e i 5 miliardi.

Popolari, slitta scadenza. Anche se il “piatto forte” del provvedimento omnibus sarà il paracadute per Siena - e che si potrebbe, teoricamente, replicare anche per altri istituti in crisi come le due venete o Carige - altrettanto attesa è una riposta sul fronte delle popolari visto che le ultime due non ancora trasformate in spa (Bari e Sondrio) hanno le assemblee convocate per dicembre. Assemblee su cui pende lo stop arrivato dal Consiglio di Stato al regolamento di Bankitalia sul diritto di recesso, sul quale è stato anche sollevato il dubbio di legittimità. La soluzione dovrebbe essere “soft” e non intervenire direttamente né sulle norme sul recesso né sulla soglia. Si interverrebbe quindi solo con una proroga di qualche mese, forse fino a settembre 2017, della scadenza per le trasformazioni pena ritiro della licenza bancaria agli istituti, ora fissata al 27 dicembre, in attesa della pronuncia della Consulta.

Fondo risoluzione. Il decreto dovrebbe poi recuperare le norme, stralciate dalla manovra ma volute sia dalle banche che dal Tesoro, che consentirebbero l’ammortizzazione in più anni dei contributi al fondo di risoluzione per il conguaglio del salvataggio delle 4 banche. Si renderebbe possibile anche l’utilizzo delle imposte differite attive (Dta) per le Bcc.