Pronto soccorso, 145 euro in più negli stipendi di 850 operatori

La Regione riconosce l’indennità per il difficile lavoro svolto in trincea negli ospedali delle quattro Asl Ma i sindacati si dividono: la Cgil Fp non sigla il documento perché i dati dell’Aquila sono sottostimati
PESCARA. Siglato al Dipartimento Salute della Regione l’accordo che assegna risorse aggiuntive necessarie al riconoscimento delle indennità per il personale dei Pronto soccorso. Ma i sindacati si dividono. L’accordo stabilisce di ripartire le risorse tra le quattro Aziende sanitarie in base alle due variabili di maggiore impatto: il numero di unità di personale di tutte le aree e di tutti i ruoli del comparto sanità operanti alla data del 31 dicembre 2023; e il numero degli accessi nei Pronto soccorso effettuati nell’intero anno 2023 emersi dai flussi in possesso della Regione Abruzzo. Le risorse ammontano a 1.854.385 euro e sono ripartite alle quattro Asl secondo i criteri appena detti nel modo seguente: Asl 1 Avezzano Sulmona L’Aquila 413.376,86 euro; Asl 2 Lanciano Vasto Chieti 582.645,83; Asl 3 Pescara 397.638,49; Asl 4 Teramo 460.724,05. Il personale riceverà un’indennità mensile di 145 euro, per dodici mensilità, sulla base della presenza effettiva in servizio, compreso il riposo dai turni. Le Asl dovranno applicare l’accordo entro maggio 2024. Inoltre, eventuali economie devono essere riutilizzate per le medesime finalità in favore degli stessi beneficiari.
«È un importante passo avanti nel riconoscimento del valore e dell’impegno del personale dei Pronto soccorso perché certifica il particolare operato prestato e garantisce con criteri chiari e trasparenti un adeguato supporto economico», dichiarano Vincenzo Mennucci (Cisl Fp), Antonio Di Giammartino (Uil Fpl), Gabriele Pasqualone (Fials), Andrea Liberatore (NurSind) e Patrizia Bianchi (Nursing Up). Per l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, che ricorda anche la parte dell’accordo per i dirigenti medici di 1.397.070 euro per il 2023, «Queste risorse rappresentano un riconoscimento delle particolari condizioni di lavoro svolto dal personale nel difficile contesto dei Pronto soccorsi. Per garantire una ripartizione eque tra le Asl», ribadisce, «il riparto ha tenuto conto, oltre che del personale in servizio, anche del numero degli accessi, valorizzando il lavoro effettivo prestato. La Regione», conclude Verì, «è al fianco del nostro personale sanitario ed è impegnata in prima linea per assicurare le migliori condizioni di lavoro dei nostri medici e di tutti gli operatori, garantendo la tutela del diritto alla salute dei cittadini». Ma la Cgil Funzione pubblica non ci sta. E non firma l’accordo.
«Dalla disamina dei dati forniti», affermano i sindacalisti Luca Fusari, Marco Di Marco e Anthony Pasqualone, «abbiamo riscontrato come il numero degli accessi riferiti alla Asl Avezzano Sulmona L’Aquila, fosse incongruo e sottostimato rispetto al dato storico degli anni precedenti e ciò, presumibilmente, è dovuto al fatto che quel sistema informatico ha subìto, lo scorso anno, un attacco hacker che ancora oggi sta producendo effetti negativi. Con questa premessa», continuano, «per evitare una ripartizione del budget incoerente rispetto ai criteri, abbiamo chiesto un brevissimo rinvio del confronto finalizzato alla verifica dei dati, come previsto dalle norme del Ccnl. Inoltre, nel corso della riunione, la Regione ha avanzato un’ulteriore proposta prevedendo un valore fisso mensile pro capite, per 12 mensilità, dell’indennità di Pronto soccorso, pari a 180,20 euro che, su proposta delle altre organizzazioni sindacali, è stato abbassato a 145 euro e ciò a prescindere dal numero di accessi ai Pronto soccorso. È di tutta evidenza», aggiungono i tre sindacalisti, « che, anche per valutare questa proposta, sarebbe stato necessario un approfondimento sui suoi effetti rispetto all’indennità dovuta ai lavoratori e alle lavoratrici. Ma neanche questo rinvio ci è stato concesso. Così la Fp Cgil ha deciso responsabilmente di non firmare un accordo che, da un lato, prevede dati che appaiono dubbi e penalizzanti nei confronti dei dipendenti e, dall’altro, dispone un utilizzo inferiore rispetto alle risorse stanziate per le Asl regionali. Infatti, con un valore dell’indennità pari a 145 euro per 12 mensilità, per il totale del personale impiegato nei Pronto soccorso regionali (850 unità) al 31 dicembre scorso, vengono effettivamente impegnati complessivamente 1.479.000 euro, a fronte di 1.854.385 euro previsti, generando», concludono, «una differenza di ben 375.385 euro. Il cui utilizzo resta un mistero».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

