Pronto soccorso al limite pochi medici e infermieri

31 Maggio 2016

Il primario: «O arriva nuovo personale o chiuderemo le sale d’osservazione»

PESCARA. «Chiuderemo le sale dell'osservazione se non ci daranno, al più presto, altro personale medico e infermieristico». Il primario del Pronto soccorso dell'ospedale Santo Spirito, Alberto Albani, mette il dito nella piaga delle problematiche di uno settori della sanità pubblica a Pescara. Ci tiene a precisare che «questa non è una minaccia» e che «non intendo fare polemiche, ma la carenza cronica di organico è una realtà di fatto, che investe tutti i Pronto soccorso della regione».

Per questo motivo, oggi i 4 primari dei servizi di Pronto soccorso delle Asl abruzzesi si riuniranno in conclave nella sede dell'Agenzia regionale sanitaria per fare il punto sulla spinosa questione. Un Pronto soccorso a mezzo servizio avrebbe ripercussioni serie sull'utenza, un bacino che, tra Pescara e hinterland, conta 300 mila utenze l'anno, di cui 30mila prestazioni programmate e l'1,7% di codici rossi, ossia situazioni di rischio vita.

Attualmente, nel Pronto soccorso di Pescara lavorano 38 infermieri – «ma ne servirebbero altre 15» – e 19 medici di emergenza, – «ma ne occorrerebbero altri dieci» –, elisoccorso e 25 ambulanze che, una volta portato il paziente al sicuro, escono dalla sala cosiddetta “calda” (l'anticamera climatizzata del pronto soccorso) a marcia indietro, perché non hanno gli spazi di manovra adeguati.

«Forse l'unico Pronto soccorso al mondo dove le ambulanze escono a marcia indietro», commenta caustico il primario. «Le sale riservate all'osservazione dei pazienti», prosegue Albani, dirigente del reparto da 16 anni, «sono fondamentali per fare diagnosi più precise e abbassare il numero dei ricoveri». Nelle camere di “osservazione”, attualmente solo 10 posti letto e tanti altri messi in corridoio in emergenza, i pazienti vengono introdotti dopo la visita medica e monitorizzati, dalle 12 alle 24 ore, prima di decidere se rimandarli a casa o ricoverarli in reparto. Il Pronto soccorso è anche composto da 4 ambulatori per le visite generali, ciascuno coordinato da un medico e un infermiere, e una sala urgenze con 2 o 3 letti. Ambulatori, tranne 1, che presentano elementi di criticità, come la mancanza di finestre e illuminazione. Altro elemento di criticità è che la sera, dopo le 20, il Pronto soccorso diventa l'ingresso unico dell'ospedale che, dopo quell'ora, sbarra le porte al pubblico.

Un'altra «grave sofferenza», quella della mancanza di posti letto nell'ospedale, i cui reparti nel giro di pochi anni – complici anche i «troppi vincoli finanziari» – hanno perso più di 300 posti letto, passati da 800 a 500. «Non sappiamo dove mettere i pazienti e ogni volta perdiamo l'80% del tempo per cercare i posti qui o in altri ospedali del comprensorio», osserva Albani, «e questo è un altro punto di debolezza, tra tanti punti di forza come , ad esempio, un personale eccezionale che lavora a testa bassa e tantissimo, professionalità altissime ed eccellenti attrezzature di diagnostica che fanno invidia anche agli ospedali più blasonati. Nonostante le critiche, poi, tutti vengono da noi».

Dal 2014, con il riconoscimento di “Best practice”, priorità di ingresso è riservata alle donne che hanno subìto violenze fisiche e sessuali. Il primario, inoltre, annuncia che prossimamente, sul sito della Asl (www.ausl.pe.it) sarà introdotta una pagina informativa «attraverso cui gli utenti potranno conoscere in tempo reale il numero dei presenti in Pronto soccorso e i tempi di attesa, un mezzo che permetterà di controllare il sovraffollamento».

L'abbattimento delle liste d'attesa è uno degli obiettivi più importanti a cui sta lavorando la Asl Pescara-Popoli-Penne diretta dal manager Armando Mancini, che Albani ringrazia «per la sensibilità e l'attenzione che ci dedica».

Tra i traguardi raggiunti dall'Azienda sanitaria per contenere i tempi lunghi delle prenotazioni per visite specialistiche di vario genere, vi è l'introduzione, avvenuta in sordina qualche mese fa, del numero unico regionale 800 827 827, numero verde da rete fissa, oppure 0872226 da rete mobile (costo a seconda del piano tariffario del gestore telefonico) per prenotare, disdire o spostare visite mediche e prestazioni di diagnostica strumentale e di laboratorio, anche in regime di intramoenia, in ospedale o nei distretti sanitari delle Asl regionali, direttamente da casa evitando le file agli sportelli. Questo servizio per tutto l’Abruzzo è costato la bellezza 52 milioni di euro compreso il pacchetto degli organici, totalmente esternalizzato. Inoltre, le macchine quietanzatrici (una per ogni presidio sanitario), una delle quali posta nelle vicinanze del Pronto soccorso (nella zona del corridoio che porta a radiologia attraversato ogni anno da almeno 800-900 mila persone ) consente all'utenza di effettuare, in pochi minuti, il pagamento delle prestazioni e ticket muniti di tessera sanitaria e carta moneta, saltando le file negli uffici preposti.

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