Pronto soccorso, mezzo milione di accessi
Il nuovo report dell’Agenzia sanitaria: gli ospedali di Pescara e Chieti guidano la classifica. Lanciano batte L’Aquila e Teramo
PESCARA . Sono stati 520.929, nel 2017, gli accessi dei pazienti nei pronto soccorso dei vari ospedali abruzzesi. A fotografare la situazione è il report dell’Azienda sanitaria regionale, curato dal direttore Alfonso Mascitelli, e dal data manager della Asr, Vito Di Candia.
PERCHÉ SI VA IN OSPEDALE. Statisticamente, nel corso dell’anno passato, un abruzzese su 2,4 è passato attraverso un pronto soccorso per i motivi più diversi. Il 79,4% lo ha fatto per decisione propria. L’accesso a seguito di intervento del 118, invece, è stato del 12%.Il 74,8% lo ha fatto con un mezzo autonomo.
I PIÙ AFFOLLATI. Al primo posto della classifica dei pronto soccorso con maggiore accesso di pazienti, quello dell’ospedale di Pescara (95.262, pari al 18,3%); seguono il Santissima Annunziata di Chieti (63.875, pari al 12,3%), il Renzetti di Lanciano (44.477, pari all’8,5%), il San Salvatore dell’Aquila (43.551, pari all’8,4%), il Mazzini di Teramo (42.894, pari all’8,2%). Nella tabella in alto sono riportati gli accessi di tutti i pronto soccorso abruzzesi.
I CODICI DI URGENZA. A indicare l’urgenza, e quindi la priorità nella visita, sono gli ormai famosi codici stabiliti dagli infermieri del triage. Il rosso, è il colore dell’urgenza assoluta, del pericolo di vita. A seguire, in ordine decrescente in quanto a compromissione delle funzioni vitali, troviamo il giallo, il verde, il bianco. Infine c’è il nero, il colore che purtroppo indica che quel paziente è deceduto. Nel 2017, si legge nel report, alla maggior parte degli accessi è stato attribuito il codice verde (circa il 53%), con una variabilità che va dal 25% di Chieti al 77,5% di Sulmona. Gli accessi in codice rosso sono stati, invece, il 2,1%, con valori che oscillano dallo 0,2% di Castel di Sangro e Ortona al 4,5% di Chieti. I codici gialli sono stati il 40,1%, con valori compresi tra il 17% di Castel di Sangro e il 59,8% di Vasto. «Infine», si legge nel report, «per quanto riguarda la percentuale degli accessi con codice bianco, pari al 4,4% del totale, si osserva una variabilità che va dallo zero di Atessa al 13% di Chieti. Si precisa che in questo codice confluiscono i pazienti non critici e non urgenti, e che come tali possono essere trattati dalla medicina territoriale. Pertanto il loro trattamento in pronto soccorso risulta essere presumibilmente inappropriato».
ESITO. Il 72,8% dei pazienti visitati al pronto soccorso è stato dimesso per fare ritorno a casa; il 14,2% è stato ricoverato in reparto, mentre il 3,2% ha rifiutato il ricovero; nel 3,8% dei casi il paziente ha abbandonato il pronto soccorso prima della visita, e un altro 3,4% se n’è andato mentre erano in corso gli accertamenti. L’1,6% è stato inviato in strutture ambulatoriali e l’1,1% in altri istituti per essere ricoverato. Lo 0,1% è morto dopo l’arrivo in pronto soccorso.

