Pronto soccorso pieno, il caso in consiglio

15 Febbraio 2022

Prevista una seduta per il 28 febbraio: all’esame la carenza di personale e le difficoltà organizzative

PESCARA. Si terrà lunedì 28 febbraio il consiglio comunale straordinario sui problemi del pronto soccorso, chiesto nelle settimane scorse dai gruppi consiliari di centrosinistra, i quali avevano tenuto anche una conferenza stampa, portando all’attenzione i gravi disagi registrati nella struttura tra difficoltà organizzative, carenza di personale e criticità nelle prestazioni sanitarie.
Per il capogruppo del Pd Piero Giampietro: «Non è ammissibile che il pronto soccorso di Pescara, al quale si rivolgono i cittadini con problemi di salute e interfaccia tra ospedale e pazienti, e tra i distretti di emergenza con la quota di accessi tra le più alte del centro-sud Italia (circa 100 mila all'anno), dotato di locali nuovi e moderni attesi da anni, sia stato costretto a sospendere, prima a dicembre e poi a gennaio, per 48 ore le attività di accettazione dei pazienti con patologia medica geriatrica a causa di un "imprevedibile super-afflusso di pazienti", costringendo gli utenti a lunghe file e interminabili ore di attesa, e facendo trascorrere anche 5 giorni di ricovero in “barella”, senza distanziamento. Il Consiglio Comunale, in forma aperta e partecipata, ha il dovere di affrontare questa emergenza anche perché il sindaco è il presidente del Comitato ristretto dei sindaci Asl ed ha il dovere di intervenire». Nelle prossime ore, l’assise in seduta straordinaria sarà convocata dal presidente del Consiglio, Marcello Antonelli.
«Vogliamo discutere dei vari problemi», aggiunge Marco Presutti, «e per questo il centrosinistra ha chiesto questo Consiglio comunale aperto, con il presidente della giunta regionale, l’assessore Verì, i consiglieri regionali, con il direttore generale e con i medici del pronto soccorso, ma anche con i sindacati ospedalieri, il tribunale del malato e chiunque volesse portare il proprio punto di vista utile per inquadrare la situazione di difficoltà, analizzarne i problemi e sintetizzarne le soluzioni».
Per il consigliere regionale del Pd, Antonio Blasioli, «i problemi sono diversi e non si può dare la colpa ai pochi medici, infermieri e personale ausiliario che vi lavorano e che, oltre all’urgenza, si occupano di gestire anche un reparto nel reparto, senza peraltro avere la strumentazione tecnica e le risorse di un reparto.
Vogliamo capire», dice, «quale modello organizzativo ha il pronto soccorso, ma soprattutto che modello organizzativo ha l’ospedale di Pescara nei confronti del pronto soccorso, ciò che ne causa l’ingolfamento. Vogliamo capire se ci sono prospettive di miglioramento per la medicina territoriale, perché non funziona il servizio della Guardia medica, perché non c’è un triage avanzato».