Pronto soccorso senza personale Verì: cerchiamo medici all’estero

L’annuncio dell’assessore regionale, dopo la denuncia del primario Albani e gli appelli dell’azienda «Abbiamo preparato una delibera per reperire professionisti stranieri da inviare nelle Asl abruzzesi»
PESCARA. Continua l’emergenza al pronto soccorso. Dopo il disastro di sabato scorso, con oltre 130 persone in attesa, alle 15 di ieri c’era un’ottantina di pazienti in attesa, tra cui 18 codici rossi (non gravi da essere ricoverati in Rianimazione), una ventina di casi Covid e gli altri da dirottare nei vari reparti. E alle 18.17 erano in attesa 21 codici gialli, tra cui un paziente che aspettava di essere visitato da 7 ore e 50 minuti.
Ma adesso, dopo i ripetuti appelli del primario Alberto Albani, sulla mancanza di personale, una soluzione sembra profilarsi. Servono almeno 10 medici in più, oltre agli attuali 20 operativi a turno, insieme a 70 tra infermieri e operatori socio sanitari (Oss), nel presidio che accoglie oltre 100mila utenti l'anno. Anche la Asl di Pescara, che sta valutando le proposte di curriculum che arrivano da professionisti ucraini, ha lanciato per mesi appelli in tutta Italia alla ricerca di organici per la nuova struttura supertecnologica e perennemente affollata. «Ma i medici non rispondono alle richieste», spiegano i vertici dell’azienda ospedaliera sottolineando che «il problema è nazionale. Restiamo in attesa dei provvedimenti regionali». Ed ecco l’annuncio dell’assessore alla Salute, Nicoletta Verì: «Abbiamo preparato una delibera per il reperimento di medici stranieri, extraeuropei (per quelli europei vige la regolare normativa contrattuale) da inviare nelle Asl abruzzesi dove c’è necessità di personale, quindi anche al pronto soccorso dell’ospedale di Pescara».
E dopo il caso di sabato scorso, quando nonostante aver richiamato tutti i medici reperibili, il primario Alberto Albani si era appellato alla cittadinanza, a rivolgersi a «canali alternativi», interviene Donato Fioriti. Il componente della Consulta regionale utenti e presidente dell’associazione consumatori “Contribuenti Abruzzo”, in una nota ipotizza una «pericolosa deriva» del presidio sanitario di via Fonte Romana. «Il direttore Albani a più riprese alza le mani e addirittura invita ad andare altrove. Le gravi criticità della struttura», evidenzia Fioriti, «sono state segnalate da anni e non hanno mai avuto risposta».
Intanto, per tamponare l'emergenza, la Asl sta «trattenendo in servizio anche i medici prossimi al pensionamento». Per venire incontro alle esigenze dell'utenza «sarebbe opportuno», concludono i vertici Asl, «far entrare in funzione la centrale unica del 118», la cui operatività non è mai partita ufficialmente nonostante i vari annunci, «per consentire la ridistribuzione degli afflussi e dei posti letto» negli ospedali di Chieti e Pescara.

