Pronto soccorso, stipendi più alti L’Abruzzo dice sì al neo ministro

4 Novembre 2022

Dopo le parole di Schillaci l’ok dell’assessore Verì e del primario Grimaldi: ora aumenti a tutti

Più soldi ai medici di pronto soccorso. È l'impegno assunto dal ministro della Salute, Orazio Schillaci, pronto a «identificare delle indennità aggiuntive per incentivare i giovani a scegliere la Medicina d’urgenza». Considerano anche la grave carenza di personale che si registra negli ospedali e i turni, spesso massacranti, a cui sono sottoposti i medici che prestano servizio nei Pronto soccorso ospedalieri. Le parole del ministro stanno suscitando notevole interesse tra gli operatori del settore. L’orientamento viene salutato con favore dall'assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì, e dal presidente regionale dell'associazione medici ospedalieri (Anaao), Alessandro Grimaldi, che auspicano premi incentivanti e un aumento degli stipendi per l'intero comparto sanitario.
L'IMPEGNO DEL MINISTRO
«Il messaggio chiaro che voglio dare è che ora dobbiamo guardare alla sanità del Terzo millennio, dove in Italia chi ha un titolo di studio più alto e una maggiore disponibilità economica ha una migliore aspettativa di vita. Dal mio punto di vista questo è grave», ha dichiarato il ministro Schillaci al Corriere della Sera, «alcune specialità, e sono quelle di cui c’è più bisogno, hanno meno appeal di altre per i giovani medici anche perché danno meno possibilità di lavorare nel privato. Il problema è legato anche agli stipendi: credo giusto, per esempio, per il Pronto soccorso andare a identificare indennità per incentivare i giovani a scegliere Medicina d’urgenza. Aumentargli lo stipendio è l’impegno che mi assumo». Il ministro ha affrontato anche il problema dei medici arruolati e pagati a gettone, dai 1.200 ai 1.600 euro a turno. Soldi che, secondo il ministro della Salute, «possono e devono essere usati per aumentare lo stipendio degli specialisti già assunti. È allucinante pensare che medici esterni reclutati al bisogno vengano pagati da 2 a 5 volte in più dei colleghi assunti. È inaccettabile: il problema va risolto rapidamente».
AUMENTI A TUTTI
«Colgo favorevolmente il messaggio del ministro della Salute, Orazio Schillaci riguardo alla necessità di elevare lo stipendio ai medici di emergenza-urgenza proprio perché sono professionisti che hanno bisogno di una particolare attenzione», sottolinea l'assessore Verì, «si tratta di comparti in cui c'è carenza di figure mediche fondamentali: dobbiamo fare in modo che anche i giovani siano stimolati a scegliere queste specializzazioni Aggiungo che bisogna far sì che ci sia anche un aumento dei compensi per tutte le specializzazioni, in generale: i medici devono essere pagati meglio». Verì rileva come «in confronto agli altri Paesi la nostra nazione è quella che eroga ai medici gli stipendi più bassi. Mi auguro che si trovino risorse per tutti i sanitari. Nei reparti di emergenza c'è un' evidente carenza di personale medico, spesso e volentieri i concorsi vanno deserti. Come Regione abbiamo provveduto a bandire nuovi concorsi. Ma occorrono indennità premiali e incentivi economici».
POCO PERSONALE
In due anni di pandemia, la situazione anche in Abruzzo è peggiorata, come nel resto d'Italia. Turni massacranti in pronto soccorso e poco personale a disposizione, a fronte di responsabilità evidenti nei confronti di pazienti che spesso arrivano in ospedale in codice rosso e necessitano di cure immediate. «In Abruzzo c'è una carenza generalizzata storica di medici di pronto soccorso e dei reparti di emergenza», spiega Grimaldi, presidente Anaao e primario dell'Unità operativa di emergenza dell'ospedale San Salvatore dell'Aquila, «una carenza dovuta anche al fatto che il lavoro è pesante e relativamente poco remunerato. I medici di pronto soccorso, oltre a dover affrontare un lavoro logorante, non hanno neppure l'alternativa di poter esercitare la libera professione, non avendo tempo a disposizione per farlo. Sono sanitari sottoposti a turni massacranti, sempre in prima linea, che a volte – come racconta la cronaca – subiscono anche le aggressioni da parte dei pazienti».
PRONTO SOCCORSO INTASATI
Ore di attesa per essere visitati. Sale d'aspetto piene di pazienti: situazioni al limite che, nella peggiore delle ipotesi, sfociano in episodi di aggressione nei confronti dei medici in servizio. «Spesso il pronto soccorso viene utilizzato per supplire alle lunghe liste di attesa per le visite e per bypassarle, eseguendo rapidamente gli esami diagnostici», evidenzia Grimaldi, «va ricordato anche che in Italia sono stati tagliati, negli anni, circa 70mila posti letto per cui i pazienti che necessitano di ricovero sono costretti ad attendere ore per avere un posto letto». «Se si decide di pagare di più alcune figure», evidenzia il presidente dell'Anaao, «bisogna avviare una contrattazione con gli ordini professionali. Va capito se è solo il pronto soccorso ad aver diritto ad un aumento o se si devono essere inglobate altre aree della medicina pubblica, specialistiche che hanno problemi simili. Il disagio dei medici è pesante per i turni, il lavoro in corsia, ma varia a seconda dei reperti, della loro grandezza e dell'organizzazione interna agli ospedali, nonché dalle dotazioni organiche».
MEDICI A CHIAMATA
Non di rado, in assenza di personale, nei pronto soccorso vengono chiamati medici specialisti pagati a gettone, anche 150-170 euro a ora, «che arrivano a prendere molto di più dei colleghi assunti», fa notare Grimaldi, «ad alcuni conviene lavorare solo 5-6 giorni a settimana e portare a casa lo stipendio di un mese. Una disparità di trattamento intollerabile, che può essere utilizzata temporaneamente, quando si ravvisa la necessità, ma che in realtà è solo la spia di un sistema che non funziona. Rientra nel problema più generale del disagio medico: i sanitari che operano in ospedale lo fanno, spesso, in condizioni massacranti con un sistema che ha difficoltà a reggere». Come se non bastasse, la media degli stipendi italiani è inferiore a quella europea. Ben lontana, ad esempio, da quella del Lussemburgo che è di 250mila euro l'anno. «L'aumento dello stipendio non può che essere auspicabile visto il lavoro gravoso che affrontano i medici di pronto soccorso», evidenzia Maria Assunta Ceccagnoli, presidente Ordine dei medici della provincia di Pescara, «anche per rendere più appetibili le borse di specializzazione della medicina d'urgenza, visto che negli ultimi anni c'è stata una diminuzione delle adesioni. Spesso i concorsi pubblici vanno deserti per le grandi responsabilità, la pesantezza del lavoro, i turni massacranti. È ovvio che i professionisti sono più portati a fare delle scelte per branche mediche meno pesanti, a parità di stipendio».
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