Prostitute, il Comune illumina la Pineta e abbatte il muretto

Montesilvano. L’assessore all’Urbanistica illustra il piano: lavori a settembre, sarà riqualificata l’area del Jova beach
MONTESILVANO. Restituire alla città il tratto di Pineta utilizzato oggi dalla criminalità che gestisce la prostituzione. Parte da qui, da un progetto di riqualificazione in via di realizzazione, la ricetta dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Ottavio De Martinis per combattere un fenomeno che da decenni affligge Montesilvano. Un progetto in via di realizzazione perché, come anticipa l’assessore all’Urbanistica Anthony Aliano, «è arrivato anche l’ok della Soprintendenza». Si tratta dell’abbattimento del muretto della Pineta, un tratto di circa 300 metri prospiciente la spiaggia del Jova beach, con potenziamento della illuminazione e l’avvio di chioschi e attrazioni capaci di portare gente e divertimento.
«Ormai è questione di giorni, i lavori dovrebbero iniziare al massimo ai primi di settembre e finire in un paio di settimane», spiega l’assessore che da consigliere di opposizione, ad agosto di tre anni fa, era stato tra i promotori della marcia anti-prostituzione che, con il coordinamento provinciale e locale di Fratelli d’Italia, mise insieme un bel po’ di cittadini e di associazioni.
Oggi che il problema è tornato più che mai alla ribalta, anzi, «non è mai sparito», come dice lui stesso, Aliano, insieme con il sindaco, sfodera l’arma della riqualificazione per commbattere il degrado.
«Il problema della prostituzione è radicato», dice subito, «e si può sconfiggere solo rendendo vivibii e appetibili i luoghi attualmente utilizzati per l’attività di meretricio. E questo lo stiamo facendo con il progetto di apertura e illuminazione della Pineta nell’area del Jova beach. Questo significa che a stretto giro andremo a creare i presupposti affinché l’area adiacente alla Pineta, verso il mare, diventi visivamente un unicum con il contesto intorno. Con una buona illuminazione, riusciamo a fare un lavoro di riqualificazione dell’area, e di fruizione non solo fisica, ma anche visiva, che va a colpire la frequentazione della Pineta per ragioni di meretricio. La possiamo definire una riqualificazione antropica: quando rendi vivibili i luoghi e li illumini, la prostituzione si sposta altrove. Certo, dovremo capire dove va a spostarsi, e a quel punto andare a colpire quelle zone con interventi pianificati».
Tra questi resta attuale, per l’assessore, la ricetta che proponeva tre anni fa, il cosiddetto “modello Silvi”. Vale a dire, come spiegava al “Centro”, «la modifica delle norme tecniche di attuazione, che consentono di sanzionare i proprietari degli immobili che dichiarano l’affitto delle case a scopo abitativo, ma che poi risultano adibite al meretricidio. L’uso improprio può determinare anche il sequestro dell’immobile e sanzioni penali». Un modello che oggi Aliano ritira fuori anche per “ripulire” il palazzo di via Marinelli utilizzato, secondo numerose segnalazioni dei residenti, per l’attività di prostituzione. (s.d.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

