Prostitute lungo la Nazionale a Francavilla: scoppia la protesta dei residenti

12 Luglio 2015

Il fenomeno in continuo aumento dopo la chiusura della galleria di San Silvestro. Quattro i punti critici tra il confine con Pescara e il bivio per Chieti. Elevate già venti multe ai clienti

FRANCAVILLA. Il flusso veicolare per effetto della chiusura della galleria Anas si riversa sulla Nazionale, e questo oltre a paralizzare il traffico alimenta il mercato della prostituzione. Chi abita nei pressi della via adriatica non ne può proprio più: viavai dal tramonto ad ogni ora della notte, donne che parlottano, clienti che si avvicinano per contrattare prestazioni.

I punti critici sono ormai tre o quattro: due al confine tra Pescara e Francavilla, nella zona della chiesa di Pretaro e nei pressi del distributore di carburante poche decine di metri a sud.

L'altro, e sembra cosa recente, è più a sud vicino al distributore Agip e nei pressi del bivio per Chieti, sempre sulla nazionale.

Il «mercato» sembra sia stato favorito dalla chiusura del tunnel San Silvestro della tangenziale di Pescara che convoglia i mezzi pesanti sull'Adriatica, che sembrano particolarmente inclini a fermarsi.

Sul fronte dei controlli, gli addetti ai lavori assicurano che si sta facendo il possibile per contrastare il fenomeno del meretricio su strada. Dall’entrata in vigore dell'ordinanza del sindaco, quella che prevede una multa di quasi 500 euro per i clienti, di verbali ne sono stati elevati più di venti tra carabinieri e polizia municipale.

Già, perché intervenire sui clienti piuttosto che sulle lucciole appare il deterrente migliore, dovrebbe scoraggiare il viavai ed assicura il pagamento della sanzione, che non è affatto cosa scontata quando ad essere multate sono le prostitute.

In genere, la clientela è composta da quarantenni e uomini di mezza età, spesso persone non residenti a Francavilla, dove potrebbero essere presto riconosciute, soprattutto se qualcuno decidesse di mettere in atto la proposta del sindaco Antonio Luciani, che comunque incontra seri ostacoli di legittimità.

Il primo cittadino aveva lanciato pochi giorni fa la proposta di fotografare le targhe delle auto dei clienti per poi pubblicarle su giganteschi cartelloni pubblicitari. Un’iniziativa che è risuonata più come una provocazione, che come un invito vero e proprio, anche perché porrebbe una serie di interrogativi che ne mettono in dubbio la legittimità: prima di tutto la violazione della privacy, e se poi la macchina appartenesse ad un intestatario diverso da chi la guida?

I verbali e gli avvertimenti, però, sembra non abbiano scoraggiato del tutto prostitute e clienti, tanto da suscitare le lamentele dei cittadini anche sui social network che richiedono maggiori unità di personale delle forze dell'ordine, soprattutto nel periodo estivo, con la popolazione che quasi raddoppia.

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