Prostitute, si temono nuovi arrivi in città

I volontari della Comunità di don Benzi: con il Covid il numero è sceso, ma in autunno potrebbe risalire
MONTESILVANO. Sono una decina le prostitute che stabilmente offrono le proprie prestazioni lungo le strade di Montesilvano, alle quali se ne aggiungono molte altre se si conta il sommerso negli appartamenti. Un numero che sembra decisamente più basso rispetto a quello registrato in passato nella città adriatica, nonostante le recenti segnalazioni da parte dei residenti che lamentano una recrudescenza del fenomeno.
A fotografare la situazione montesilvanese sono i volontari della Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Benzi, che da anni lotta contro la tratta e che ogni venerdì percorrono le strade cittadine, oltre a quelle delle vicine Pescara, Francavilla e Città Sant’Angelo, per offrire un’alternativa di vita, una speranza o anche solo una parola di conforto alle donne che, per le ragioni più diverse, si trovano a esercitare la prostituzione.
«Con lo slittamento e poi l’eliminazione del coprifuoco, dall’inizio di giugno abbiamo ripreso le uscite con la nostra unità di strada che conta 4/5 volontari a cui si aggiunge la presenza fissa di un sacerdote», evidenziano i referenti locali della Comunità. «Su Montesilvano, le zone interessate sono il lungomare e la zona alla foce del fiume Saline, al confine con Città Sant’Angelo, dove operano 4/5 donne e altrettante transessuali».
Quanto alle nazionalità, si tratta prevalentemente di persone che provengono dalla Nigeria, dal Nord Africa, dal Sud America e dall’Est Europa, mentre nell’ultimo periodo sembrano essere sparite dalle strade, fortunatamente, le ragazze minorenni. «In questo periodo, sia a causa del Covid che dell’estate, che vede alcune donne tornare nel proprio paese d’origine, la presenza ci sembra inferiore rispetto al passato. Ma non è escluso che con l’arrivo dell’autunno possa aumentare nuovamente», proseguono i volontari. «In questo periodo a Montesilvano anche l’isola pedonale sulla riviera funge da ottimo deterrente». Per rendere più efficace l’azione della Comunità appare fondamentale anche la collaborazione con le amministrazioni comunali. «Durante l’amministrazione Maragno abbiamo sottoscritto una convenzione con il Comune, andata avanti per anni con buoni risultati e che si è interrotta a causa del Covid. A breve incontreremo il sindaco De Martinis per valutare nuovamente una collaborazione», anticipa la Comunità alla quale il primo cittadino sembra già disponibile ad aprire le porte, con la riconferma della convenzione. (a.l.)

