Prostituzione in casa, pronta una mozione

Ruggero e Rossi: cambiare la destinazione d’uso degli alloggi dove si svolgono incontri a luci rosse
MONTESILVANO. Una mozione che impegna l’amministrazione comunale a contrastare il fenomeno della prostituzione attraverso l’inserimento di una dicitura all’interno delle norme tecniche di attuazione del piano regolatore generale.
È l’iniziativa dei consiglieri comunali Ruggero e Rossi di Montesilvano Democratica che nella prossima seduta dell’assemblea comunale, ancora da calendarizzare, porteranno all’attenzione della giunta una proposta volta a debellare, o almeno a limitare, l’esercizio della prostituzione in appartamento.
«Premesso che nel corso dell’ultima tornata elettorale il sindaco Maragno prometteva di combattere il fenomeno della prostituzione a Montesilvano», si legge nel documento protocollato ieri a palazzo di città, «visto che al posto di limitare tale fenomeno, quest’estate, le prostitute sono aumentate visibilmente piuttosto che diminuite, considerato anche che, a oggi, dall’attuale amministrazione, nessuna iniziativa utile è stata intrapresa al riguardo, se non quella di rinnovare il patto per la sicurezza già operativo da settembre 2012», per queste ragioni, i consiglieri suggeriscono una soluzione già adottata nel vicino Comune di Silvi e che, durante la precedente amministrazione, era stata sollecitata anche dall’allora consigliere di opposizione, oggi seduto tra i banchi della maggioranza, Ernesto De Vincentiis (Montesilvano Futura) e dal presidente dell’associazione club Giamel, Gianni Scaburri.
La mozione è, dunque, volta a inserire la seguente dicitura: «Costituisce cambio di destinazione d’uso di un immobile residenziale quando l’appartamento non viene utilizzato per fini e/o funzioni di residenza abitativa e, quindi, per civile abitazione, ma ad attività diversa e atipica, che comporta un maggior carico urbanistico. Si verifica tale situazione quando uno o più soggetti che occupano a qualsiasi titolo l’unità abitativa ricevano la visita, di giorno e di notte, e a turno, di un numero indeterminato di persone. Esempio tipico è quello della persona che fornisce una prestazione sessuale dietro riscossione di un compenso. In tal caso, si rientra nel novero della destinazione d’uso funzionale diversa da quella residenziale».
Antonella Luccitti
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