Protesta ai Colli: cittadini incatenati contro l’antenna

13 Luglio 2018

Via Valle Furci, sit-in davanti al ripetitore appena installato La Tim: «Emissioni nei limiti, disponibili a cambiare sito»

PESCARA. Si sono incatenati davanti al ripetitore di via Valle Furci che la Tim renderà operativo già da oggi. Ieri pomeriggio, durante la conclusione dei lavori di posizionamento dell'antenna della telefonia mobile, i cittadini del Comitato No antenne dei Colli e del comitato No elettrosmog di via Campo di Giove, diretti rispettivamente da Fabrizio Marini e Alessandro Credentino, hanno preso le catene e se le sono attorcigliate intorno al corpo.
Uno striscione di protesta recitava: «Chi difende i diritti dei cittadini? Politica assente». E' il canto del cigno per le 300 famiglie dei Colli Innamorati, oltre 1500 persone, dopo le numerose proteste organizzate per fermare l'avanzata delle antenne in quella zona della città. Negli stessi istanti in cui andava in scena il sit-in dei residenti, la Tim ha fatto sapere, attraverso una lettera inviata al presidente della Regione Luciano D'Alfonso che «l'intervento risulta in regola sotto tutti i profili, urbanistico, edilizio, paesaggistico e radioprotezionistico». Ma che, «nonostante la consapevolezza sulla regolarità del nostro operato», la società si rende disponibile «a individuare un sito omologo alternativo». E ribadisce la «piena collaborazione con gli organi comunali preposti».
La lettera al governatore è dell’11 luglio. Quindi risale al giorno precedente la conclusione, ieri, degli interventi di posizionamento dell'impianto che nell'opinione dei comitati anti-antenne «coprirà meglio anche Montesilvano e Spoltore e tutta la zona di via Prati a Pescara». Le catene sono l'ultimo atto di una lunga serie di manifestazioni di protesta avviate quasi 5 anni fa. Non sono bastati i ricorsi al Tar (uno dei quali vinto nel 2014, l'altro in corso) e neppure i sit-in strada con fave, pecorino e salsicce per richiamare l'attenzione sul problema delle emissioni elettromagnetiche. Non sono bastate neanche le riunioni in Comune per chiedere all'amministrazione di «eliminare le fonti che danneggiano la salute». La Tim ha messo un'antenna sopra alla fossa di terra rimasta aperta per quasi un anno a Colli Innamorati. Nella missiva, inviata in risposta al governatore D'Alfonso che sulla questione aveva chiesto lumi, il responsabile del Network operation area centro, Roberto Chiappini, scrive che «la scelta di realizzare l'impianto di via Valle Furci, a Pescara, è avvenuta a valle di un accorato processo di progettazione finalizzato a garantire, nell'interesse dei cittadini, la migliore fruizione del servizio mobile nella zona, trattandosi di un sito validissimo per assicurare la corretta copertura del segnale».
Aggiunge che «l'intervento è stato vagliato da tutte le amministrazioni preposte ed è munito di tutti necessari pareri e nullaosta, risultando in regola sotto tutti i profili». Tim rassicura D'Alfonso anche sulla presunta pericolosità delle emissioni elettromagnetiche: «Mi preme rassicurarla che l'Arta ha verificato e attestato il rispetto dei limiti e dei valori di esposizioni fissati dalla legge». Limiti «stabiliti dal decreto ministeriale 8 luglio 2003 ispirati al principio di precauzione e fissati in maniera particolarmente cautelativa ben al di sotto di quelli generalmente applicati nel resto d'Europa». Conclude Chiappini: «Considerati gli investimenti effettuati, le segnalo la disponibilità di Tim a valutare eventuali concrete proposte di un sito alternativo idoneo». «Ora dobbiamo ragionare sul da farsi», hanno commentato i cittadini sfiduciati, davanti al pennone sopra le loro teste.