Protesta per i danni dei cinghiali

Tre agricoltori di Bolognano si arrampicano sulla facciata della sede del Parco
SULMONA. Terreni devasti dai cinghiali e dagli altri animali selvatici e ristori miseri con i quali non riescono nemmeno a coprire le spese per l’acquisto delle sementi. Ieri mattina Francesco, Camillo e Fabrizio, tre agricoltori dell’azienda Zaccagnini, originari di Bolognano, hanno raggiunto l’abbazia celestiniana, sede del Parco nazionale della Maiella, per protestare contro l’Ente, sotto l’occhio di polizia e carabinieri. I tre si sono arrampicati sulle colonne della facciata dello storico monumento gridando la loro rabbia, avendo ricevuto dal Parco mille euro per danni almeno venti volte maggiori. «I danni sono quotidiani, i cinghiali mangiano quello che trovano sui nostri terreni, dalla semina al raccolto, a noi non resta nulla del lavoro fatto. I rilievi sui danni vengono fatti da carabinieri forestali che constatano l’incursione degli animali selvatici ma non quantificano i danni causati. Cosa che spetta ad agronomi e dottori forestali».
«Abbiamo rispettato i costi indicati dal listino del ministero delle Politiche agricole», spiega il direttore facente funzioni del Parco, Luciano Di Martino, «così come indicato anche dalle Camere di commercio. Le pratiche vengono regolarmente evase e i richiedenti sono indennizzati all’esito dell’accertamento e della valutazione del danno. Tutto è pubblico e trasparente».
Al fianco degli agricoltori si schiera il sindaco di Bolognano, Guido Di Bartolomeo: «La presenza dei cinghiali sul territorio è diventata insopportabile. Ora, dopo il danno la beffa con i ristori irrisori agli agricoltori. Noi saremo sempre al fianco di tutti gli altri agricoltori che hanno le attività nel nostro territorio».(c.l.)

