Protesta prima dello spettacolo per salvare l’antico palazzo Toppi

25 Agosto 2020

La manifestazione pacifica è andata in scena prima della serata finale dello Spoltore Ensemble I cittadini: «L’ex sede del Comune deve rimanere un bene di tutti e non può essere svenduta»

SPOLTORE. Flash mob pacifista e partecipato per il futuro di Palazzo Toppi, domenica sera in piazza D'Albenzio. Una nutrita rappresentanza del comitato cittadino sorto per rivendicare l'uso pubblico dello storico edificio, ex sede del Comune di Spoltore, non ha perso l'occasione per fare rumore e si è raccolta nella piazza centrale del paese poco prima dello spettacolo con Claudio Bisio e Gigio Alberti che ha siglato l'edizione 2020 di Spoltore Ensemble.
Dietro il grande striscione “Progetto sociale: salviamo l'antico palazzo comunale” non sono mancati giovani supporter . «Fondamentale la presenza delle nuove generazioni nella nostra organizzazione, grazie alla loro partecipazione è stato possibile un volantinaggio capillare tra gli spettatori intervenuti alla serata conclusiva dell'Ensemble», ha commentato l'architetto Edgardo Cotellucci, portavoce del comitato cittadino "Salviamo Palazzo Toppi" composto da diverse associazioni del territorio: Archeoclub d’Italia, Italia nostra, I colori del territorio, La centenaria, Deposito dei segni onlus, Soms di Spoltore. Comitato che negli ultimi mesi ha raccolto centinaia di firme a sostegno della petizione per la riqualificazione dell'antica sede municipale in via delle Rose, fiore all'occhiello del centro storico e proprio di recente vincolato dal Mibact che ne ha riconosciuto il valore archeologico architettonico e culturale. «Un bene pubblico, che alla luce degli eventi più recenti assume un nuovo valore sociale, non può essere sottratto alla collettività con la dismissione e la vendita come ipotizzato dall'amministrazione comunale», si legge nel volantino diffuso nel flash mob. «Pertanto, il comitato cittadino Salviamo Palazzo Toppi chiede all'amministrazione di rivedere l'iniziale idea di svendita dell'ex municipio e di avviare un nuovo percorso teso al recupero e al riutilizzo a fini sociali dell'intero palazzo. Senza privare la cittadinanza e le nuove generazioni della possibilità di istituire servizi pubblici essenziali per il centro storico di Spoltore».
«È stata una bella e pacifica iniziativa in piazza D'Albenzio», commenta Claudio Cacciatore del comitato cittadino, «ora la pubblica amministrazione dovrebbe pensare a come intercettare fondi europei da destinare alla valorizzazione del palazzo. Si tratta dell’immobile di maggior pregio e di maggiore consistenza di tutto il borgo antico, peraltro in posizione strategica a due passi dalla centralissima piazza D’Albenzio». Un bene di tutti, si sottolinea, un valore storico e identitario che non può essere svenduto né sottratto alla funzione pubblica: «Il ricavo dalla vendita sarebbe inferiore al danno che gli abitanti di Spoltore sarebbero destinati a subire». «L'ex municipio», ripete il comitato, «è stato per secoli un bene pubblico a servizio della collettività e per sua vocazione tale deve rimanere. Ogni attività deve tendere all’attivazione di progetti per il riuso a fini sociali».
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