Protezione civile: tenete in casa bimbi e adolescenti

14 Marzo 2020

Centro operativo: sale la richiesta di spesa e farmaci a domicilio per gli anziani

PESCARA. «Consiglio alle famiglie di tenere in casa i bambini e gli adolescenti, e di evitare che questi siano a stretto contatto con i nonni»: è l’appello che da tre giorni ripetono gli altoparlanti installati sulla macchina della Protezione civile che gira per le strade di Pescara. La voce è quella del sindaco Carlo Masci, che ha registrato e voluto personalmente l’iniziativa dell’appello “en plein air” per aumentare tra i pescaresi il senso di consapevolezza di quello che sta succedendo.
Altoparlanti che ricordano gli anni drammatici dell’ultima guerra, perché quella contro la diffusione del coronavirus è ormai di fatto una guerra alla quale è stato chiamato il Paese. Gli appelli perciò crescono di numero e per forza, oltre che per fasce d’età: e la macchina della Protezione civile vuole sottolineare proprio che neanche i più giovani sono immuni alla pandemia che rischia di travolgere il pianeta.
L’appello portato dalla voce del primo cittadino nelle strade di Pescara perciò si allarga e abbraccia bimbi e adolescenti, senza dimenticare gli anziani: «Non escano se non per estrema necessità», dice Masci nel messaggio di poco più di un minuto registrato per la cittadinanza, «invito a restare in casa e uscire solo per approvvigionamento alimentare e farmaceutico, rispettando le norme anticontagio, mantenendo le distanze di sicurezza di almeno un metro e possibilmente indossando la mascherina».
Le raccomandazioni sono poi quelle che abbiamo sentito ripetere sempre in questi giorni: chi ha sintomi, febbre o tosse deve stare a casa e avvisare il medico, chi proviene da zone rosse o sospetta di aver avuto contatti con contagiati deve stare in quarantena, insieme ai familiari, per quindici giorni. Raccomandazioni che, a quanto sembra, non vengono ripetute mai abbastanza. Quella destinata a bimbi e adolescenti, in questi giorni di sole, è sembrata una di quelle meno considerate.
«Osserviamo insieme queste regole e dimostriamo tutti insieme grande senso di responsabilità», conclude il sindaco nell’appello ai pescaresi, che continuano a rivolgersi al numero messo a disposizione dal Centro operativo comunale (Coc) attivato lunedì. Cinque linee sono collegate allo 085.4283400, con gli operatori che rispondono dalle 7,30 alle 22 per ogni genere di informazioni sul coronavirus.
Dopo il boom dei primi giorni sta diminuendo leggermente la richiesta di informazioni telefoniche. Giovedì sono arrivate complessivamente 194 chiamate, 128 delle quali entro le 13. Alle 13 di ieri invece erano 56 le telefonate al Coc.
I chiarimenti più ricorrenti riguardano sempre quelli relativi agli spostamenti da e per il territorio comunale: è questo quello che vogliono sapere oltre il 60% dei pescaresi. La percentuale tuttavia sembra in calo: gli spostamenti giovedì mattina sono stati il motivo dell’82,64% delle chiamate, ma solo, si fa per dire, il 66% ieri mattina.
La seconda cosa di cui si preoccupano i cittadini sono le richieste per l’assistenza agli anziani che hanno bisogno di generi alimentari, spesa in genere e farmaci: una percentuale che negli ultimi due giorni si è attestata intorno al 15%. «È una delle richieste che è salita dopo i primi giorni di attivazione del servizio», spiega l’assessore alla Protezione civile Eugenio Seccia, «il servizio comunque continua a funzionare e a fornire ai pescaresi tutte le informazioni necessarie, come avevamo programmato inizialmente».
Sono state invece pochissime, fino a ieri mattina, le richieste per altre ragioni: nessuno ad esempio ha segnalato al Coc contatti con persone possibilmente infette, segno che probabilmente in questo caso ci si indirizza maggiormente verso i numeri messi a disposizione dalle strutture sanitarie.
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