Prove di fusione tra le Province di Pescara e Chieti

9 Febbraio 2016

PESCARA. Pescara e Chieti si candidano a costituire un laboratorio sperimentale per lo svolgimento in forma associata di tutte le funzioni attribuite alle due Province. Con questo progetto si vuole...

PESCARA. Pescara e Chieti si candidano a costituire un laboratorio sperimentale per lo svolgimento in forma associata di tutte le funzioni attribuite alle due Province. Con questo progetto si vuole dare senso e sostanza al progetto di trasformazione delle Province in "Ente territoriale d'area vasta", cioè un ente di supporto ai Comuni, organizzato sulla base di territori contigui, funzionale ai bisogni e alla crescita dei Comuni, soprattutto di quelli piccoli. Una novità in Italia, di cui si è parlato ieri nel corso della prima riunione congiunta dei due Consigli provinciali.

Ha spiegato il progetto Antonio Di Marco, presidente della Provincia di Pescara, che punta a «procedere senza timori perché il processo di rinnovamento costituzionale è ancora in corso e l'orizzonte è nebuloso. Con questa sperimentazione, tra le prime in Italia», ha detto in aula, «si vuole concretizzare il progetto di area vasta in Abruzzo, facendo riferimento ad un'area territoriale contigua. È una sfida, per valutare una nuova procedura di organizzazione che vada incontro alle esigenze del territorio».

Un punto di partenza è stato già fissato, essendo stata messa a punto la bozza di convenzione per la realizzazione della piattaforma e gestione comune dei servizi informatici, in collaborazione con l'Arit.

Sarà possibile, seguendo questa idea, gestire in forma associata e condivisa, sia dal punto di vista documentale che contabile e procedurale, le funzioni generali (personale, ragioneria ecc.), quelle fondamentali (edilizia scolastica, viabilità) e eventualmente le funzioni non fondamentali (che sono destinate a passare alla Regione). Tutto questo in un'ottica di «risparmio economico e di risorse umane», è stato evidenziato ieri. Il percorso è stato immaginato, in realtà, già qualche mese fa, quando ci si è resi conto che le singole Province, da sole, non hanno fondi né personale a sufficienza per farcela singolarmente.