Prove per i primi 200 insegnanti
Ma ai sindacati non piace: chiedevano di rinviare tutto per il Covid
L’AQUILA. Aspiranti docenti abruzzesi in trasferta per il concorsone. Sono partite giovedì le prove per gli esami dei precari della scuola che ambiscono a conquistare una cattedra. Andranno avanti fino al 16 novembre nonostante la forte opposizione fatta dalle organizzazioni sindacali che hanno chiesto a gran voce di bloccare tutto e rinviare a dopo l'emergenza Covid la prova.
Il ministero dell'Istruzione, però, non ne ha voluto sapere e anche il Tar del Lazio, dove erano stati presentati diversi ricorsi, ha dato l'ok allo svolgimento. Il concorso è riservato all'immissione in ruolo di personale docente nella scuola secondaria di primo e secondo grado in base a quanto stabilito da due decreti del Miur di aprile e luglio scorso. In tutta Italia per i 32mila posti a disposizione sono state presentate 64.563 domande, ma molte persone già nelle prime due giornate di prove non si sono presentate.
LA SITUAZIONE IN ABRUZZO. In Abruzzo le cattedre a disposizione sono 288, pari allo 0,8 per cento del totale. Sono state presentate 1.340 domande - il 2,1% del totale nazionale - e per ora scarse 200 persone si sono presentate per sostenere le prove che sono divise in base alle varie classi di concorso. «Fino a ora hanno sostenuto l'esame in 200 circa», ha precisato Davide Desiati, segretario Cisl Scuola Abruzzo-Molise, «in Abruzzo ci sono attualmente 4-5 classi di concorso quindi buona parte dei nostri aspiranti docenti sta andando fuori regione per l'esame. Possiamo dire che sono relativamente fortunati perché si devono spostare nel Lazio e in Toscana, mentre quelli provenienti da altre regioni devono andare anche più lontano. Fino a ora solo 6 abruzzesi sono andati a fare l'esame in Sardegna per una classe di concorso».
LA PAURA. Si è provato in vari modi a spostare questo concorso straordinario, che è solo la prima delle tre selezioni che si svolgeranno fino a metà novembre per l’assunzione a tempo indeterminato di insegnanti. Ma alla fine non ci si è riusciti. «Le persone che stanno sostenendo il concorso hanno paura», ha concluso Desiati, «tutti preferivano il rinvio ma non c'è stato verso. La paura più grande è quella di spostarsi in un'altra regione e magari andare in una zona dove ci sono molti contagi. Essendo una prova sola doveva essere rinviata».
Dopo questa prima tranche ci sarà il concorso ordinario per la scuola primaria e dell’infanzia per il quale sono in corsa 3.493 abruzzesi e quello ordinario per le medie e le superiori con 9.647 domande solo in regione. (e.b.)

